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Preziosi che incantano come un dipinto

Roberto Rossellini sosteneva che la realtà è davanti a noi e tutto dipende da chi guarda e come guarda. Annamaria Cammilli è forse il più limpido esempio di chi sa cogliere il poco, il particolare per raffigurare come in un dipinto la natura in ogni suo capriccio, nelle sue mille forme, nei colori e negli intrecci appena sfiorati dal sole.

I suoi gioielli sono il ricordo di un pigro e minuzioso viaggio alla scoperta di una lussureggiante boscaglia dove la rugiada imperla la morbidezza di fragili corolle che si fanno anelli, pendenti, orecchini, ora sofisticati ora genuini come un cesto di primule.

Dettagli. Sono dettagli che raccontano di un prato infinito, di colori pastello, di rose selvatiche e di austere calle. Sono diamanti le minute gocce di brina che si posano luminosissime sull’oro bianco, giallo o il singolare arancio che si avvolge e si ritorce per farsi vivo, vero e profumato come una magnolia o più stilizzato e morbidissimo come un gorgo d’acqua limpida.

Sono orli frastagliati di trifoglio a posarsi sull’anello squadrato o a digradare nel pendente che fa dell’accostamento cromatico del metallo un sublime gioco di luce. E ancora, spighe più eleganti di una mantide, gallerie di oro porose come pomice corrosa dalla risacca, grovigli di metallo prezioso affini a nidi di aironi dove si custodiscono le colorate trasparenze delle gemme.

È un inesauribile freschissimo e frizzante mondo, prezioso e singolare che si fa gioiello, bellezza da indossare, raffinatezza da ostentare in nome di uno stile apprezzatissimo in Italia come in Asia.


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