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Premio Internazionale Mario Pinton – prima edizione

Giorgio Cecchetto. La sua collana in alpacca, argento e rame, raffigura Padova, le sue mura e la Torloga, evocando l’affresco di Giusto de’ Menabuoi
Annamaria Zanella. La sua spilla, offre un'interpretazione moderna degli angeli del Guariento

Ieri: Da circa 20 anni Padova dedica alla gioielleria contemporanea d’arte e di ricerca un’attenzione particolare rendendo omaggio a una peculiare tradizione padovana, nata in città con la Sezione dei Metalli, fondata da Mario Pinton, presso la Scuola d’Arte Pietro Selvatico negli anni Cinquanta e internazionalmente identificata come Scuola Orafa Padovana, alla quale, nel 2008, la città ha dedicato una grande mostra a Palazzo della Ragione. Padova è divenuta un punto di riferimento per la ricerca dell’oreficeria contemporanea, luogo di scambio di idee, stili e scelte espressive.

Oggi: Padova, da qualche tempo, riserva una nuova attenzione al ‘300. Collegandosi alla creatività e allo spirito di quel periodo ha voluto promuovere un nuovo evento legato ad uno dei suoi punti di eccellenza, rappresentato appunto dalla gioielleria contemporanea.

Domani: da segnare in agenda il concorso internazionale che nel nome si ricollega al caposcuola della sua gioielleria Mario Pinton e nei contenuti alla Padova del ‘300. Il “Premio Internazionale Mario Pinton – Prima edizione. Castelli, miniature, astri e alchimia. La Padova Carrarese nel gioiello contemporaneo” che darà vita a una grande mostra nell’Oratorio di San Rocco dal 13 maggio al 17 luglio 2011. L’opera vincitrice rimarrà al Comune di Padova e andrà ad arricchire le collezioni di Arte Contemporanea dei Musei Civici. Alla mostra-concorso parteciperanno, infatti, sessanta artisti orafi di fama internazionale, provenienti da tutto il mondo con opere di grandissimo livello, i quali si sono misurati con le tematiche proposte dal Premio, dai Castelli alle miniature, dagli astri all’alchimia, fino alla cultura, all’urbanistica, all’architettura del tempo.

Georg Dobler. In una spilla unisce l’immagine di un complesso medievale, e materiali simbolici, come il marmo (rimando all’alchimia) o lo spinello (riferimento agli astri)

Anche con questa mostra-concorso – afferma Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova – a distanza di molti secoli, lo stesso ruolo di protagonista rivestito da Padova nel Trecento, grazie ad una signoria illuminata, viene ora assunto da una città moderna, culturalmente e tecnologicamente avanzata, ma con la stessa genialità creativa e operativa, che nell’arte orafa ha trovato la sua forma di espressione artistica più alta.”

Con il Premio Mario Pinton – prosegue Mirella Cisotto, curatrice della Mostra – Padova rende omaggio alla propria Scuola orafa e segna un ulteriore accrescimento del suo ruolo nella gioielleria internazionale.”

Antje Brauer. La sua spilla “Veicolo – Carro”, trasforma le ruote dei Carrresi in movimento

Bruno Martinazzi. La sua collana “Ramo d’oro”, omaggia Petrarca e la classicità

Silvia Walz. Il suo bracciale “El Secretum”, rappresenta una miniatura di un libro o di una chiesa.

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