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Poche ore al termine di OroArezzo: “La creatività è il messaggio delle imprese ai mercati”

Durante l’ultima giornata della rassegna toscana il direttore Barbieri conferma l’ambizione fieristica di creare contatti tra domanda e offerta

Si chiude oggi la 34esima edizione di OroArezzo, la mostra toscana della gioielleria, argenteria e orologeria inaugurata sabato. Il clima respirato durante i quattro giorni di rassegna presso Arezzo Fiere e Congressi lascia intravedere segnali positivi per il prossimo futuro. Numeri importanti per un distretto composto da oltre 1100 imprese specializzate in oreficeria e argenteria di fascia media, che rappresentano il 13 per cento del totale delle aziende orafe italiane e che hanno in media 5 addetti. Come altri distretti, quello di Arezzo è fortemente ‘export oriented‘: come emerge dalle indicazioni fornite da Banca Etruria, sponsor della fiera e ideatrice insieme alle associazioni di categoria di un sistema per la misurazione del merito creditizio, il principale mercato di sbocco dei gioielli toscani è rappresentato dagli Emirati Arabi Uniti (41 per cento del totale), seguiti da Francia (7 per cento) e Usa (6 per cento), mentre la Cina è ottava.

L’edizione primaverile della fiera, quanto a numeri, non è stata da meno: 475 aziende presenti, 24.500 mq di superficie espositiva, 10mila operatori previsti in visita provenienti da 81 Paesi stranieri e 225 “big buyer” invitati dall’organizzazione grazie alla collaborazione fattiva della Camera di Commercio di Arezzo, un’edizione davvero speciale. Attraverso OroArezzo le imprese orafe del distretto hanno negli anni utilizzato le strategie di promozione ideate dal team fieristico (fiera, collettive all’estero, workshop, incontri con i buyers) per favorire la penetrazione nei mercati esteri dei propri prodotti e il proprio know how creativo e tecnologico.

“L’incoming dei buyer stranieri – ha spiegato Giovanni Tricca, presidente di Arezzo Fiere e Congressiè stata la vera azione promozionale di OroArezzo. Un’attenta selezione di compratori provenienti dai principali e più vivaci mercati di sbocco della produzione italiana, ma anche buyers provenienti da mercati nuovi ed emergenti invitati ad Arezzo, con un grande impegno organizzativo ed economico, per permettere alle aziende espositrici di intraprendere nuovi e proficui contatti commerciali. Questo a conferma del ruolo della nostra fiera, che mira alla concretezza e al business di coloro che investono nel nostro progetto, quello di essere marketing partner delle aziende orafe espositrici”.

Apprezzata da espositori e visitatori la presenza dei due saloni Bi-Jewel e OroArezzo Cash & Carry: il primo, uno spazio interamente dedicato al mondo del bijoux e del gioiello fashion, il secondo un’area per la vendita sul pronto per rispondere a un mercato che si mostra – anche dal punto di vista temporale – differente rispetto al passato. Non è mancata l’attenzione alle nuove tecnologie nel padiglione dedicato ai Macchinari e a quello che ha ospitato le pietre preziose, il Gem Pavilion.

Riflettori puntati anche sulla creatività e sul design, grazie ai premi Première e To_Bi_Première: sabato le premiazioni che hanno visto trionfare orecchini con tessuti recuperati da antichi kimono giapponesi, gioielli con scarabei a rievocare l’antico Egitto, collane con minitelevisori a ricordare i grandi personaggi degli Anni Sessanta. Ma anche grazie alla “Collana Vivente”, lo spettacolare gioiello realizzato dai creatori di Living Jewellery. Un incredibile mix di tecnologia e artigianato, due mondi che sembrano agli antipodi ma che in questo caso hanno concorso alla realizzazione di un pezzo unico che, attraverso un processo che emula quello della fotosintesi, rende “viva” la collana collegando i pezzi della stessa all’energia di chi la indossa. Creata dalle aziende D’Orica e Torand, in collaborazione con la svizzera Solaronix, la collana è stata esposta per la prima volta ad Arezzo e ha catalizzato l’attenzione dei visitatori.

“Creatività e attenzione alle tendenze sembrano essere il messaggio che le aziende espositrici di OroArezzo rivolgono ai vari mercati – ha dichiarato Raul Barbieri, Direttore di Arezzo Fiere e Congressied è un messaggio che viene raccolto e interpretato in modo positivo. Lo dimostra l’attenzione che i vari buyers mostrano nei confronti della produzione proposta e che si traduce in trattative e business. La fiera quindi svolge ancora una volta con professionalità quello che è il suo compito principale: creare contatti tra domanda e offerta, dando il giusto spazio a tutti i player in campo e creando per ognuno l’opportunità di ottenere i migliori risultati”.


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