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Platino, dopo il lungo sciopero Amplats mette in vendita le miniere

Profitti azzerati dai cinque mesi di agitazione in Sudafrica spingono la Anglo American Platinum a dismettere alcune attività come quella di Union

Cinque mesi di sciopero che hanno avuto un impatto notevole sui profitti: a contestazione finita, la Anglo American Platinum (Amplats), proprietaria delle miniere in cui gli operai hanno incrociato le braccia, annuncia, nel report sul semestre appena concluso, la possibilità di vendere una parte delle attività in Sudafrica. Proprio qui si era concentrata l’agitazione dei minatori: nel documento si evidenzia una redditività ridotta parzialmente mitigata dalla vendita delle rimanenze.

Ha inciso fortemente sulla produzione lo sciopero durato cinque mesi: le vendite di platino raffinato per il periodo sono marginalmente diminuite a 1,04 milioni di once, con una perduta di 440mila once dovuta alle contestazioni. La produzione nelle miniere gestite dalla Società e dei suoi partner in joint venture, per il primo semestre del 2014, si è ridotta del 39%.

“La caratteristica dominante del primo semestre è stata lo sciopero durante il quale il 40% circa della nostra produzione non  è stata in funzione – ha dichiarato Chris Griffith, amministratore delegato di Anglo American Platinum -. Tuttavia, siamo stati in grado di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento ai nostri clienti. Dalla fine dello sciopero, abbiamo lavorato per garantire un ritorno sicuro al lavoro e la ricostruzione dei rapporti con i nostri dipendenti”.

Nonostante il contenimento del danno, però, la Amplats conferma la messa in vendita della miniera di Union, delle attività nella cintura di Rustenburg e delle joint venture in Sudafrica tra cui quella con Pandora, precisando che la scelta non deriva dallo sciopero, ma da una precedente valutazione. “È stata presa la decisione di riposizionare il nostro portfolio – si legge nel report – e di concentrarci sulle attività che possano fornire maggiori margini, costi inferiori e maggiore remunerazione del capitale”. In prima fila per acquistare le miniere, che secondo gli analisti valgono tra 1 e 2 miliardi di dollari, c’è Sibanye Gold.

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