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Pillole di Finanza / Gioielli, occhiali e profumi in testa ai ricavi del licensing

Gli accessori guidano la crescita, tranne per Hermès che registra -7% negli orologi. Krizia passa in mani cinesi, mentre gli orientali in vacanza spendono oltre mille euro al giorno

Il futuro è l’accessorio: sembrano confermarlo gli ultimi dati finanziari diffusi dalle maison del comparto del fashion, ma anche dalle cifre prodotte dal licensing, che deve al comparto il 60% dei suoi ricavi. Due sole note “stonate” nel primo semestre: gli orologi di Hermès (-7%), che complessivamente però porta il segno positivo, e l’acquisizione del 100% di Krizia International da parte della stilista cinese Zhu ChongYun.

Moda, cresce il licensing: grazie agli accessori il 60% delle royalties

Gioielli, occhiali, profumi: sono questi i prodotti che rendono il licensing molto remunerativo per le aziende di moda. Da queste categorie di accessori, infatti, deriva oltre il 60% delle royalties incassate nel 2013 (685 milioni). Uno studio di Pwc sui prodotti su licenza in Italia, evidenzia dunque un nuovo trend per le case di moda. Una conferma dell’importanza riconosciuta ai nomi italiani: a raccontare l’andamento dei propri ricavi, circa 200 aziende italiane titolari di marchi e agenzie di licensing. I prodotti trovano sbocco soprattutto verso Italia ed Europa, con un peso crescente del Medio Oriente (il 24% del totale). Il primo settore è il fashion: il 32% delle royalties deriva da prodotti di abbigliamento e accessori moda, seguiti dal 12% di software e videogames.

Hermès, l'ultima collezione di orologi

Hermès sempre in positivo, male gli orologi

I dati del primo semestre evidenziano un aumento del 5,8% del fatturato per Hermès, che nel primo trimestre era salito del 10,1%. A causare il lieve freno della società francese, i tassi di cambio sfavorevoli rispetto ai mercati giapponese e americano che hanno fatto perdere 73 milioni di euro. Nel primo mercato, infatti, la crescita si è fermata a 1,6% a cambi correnti, poca cosa rispetto al +21,7% del primo trimestre. Negli Stati Uniti, invece, i ricavi sono aumentati del 7,9% a cambi costanti rispetto alla crescita a doppia cifra (+17,9%) del primo trimestre. A soffrire, soprattutto gli orologi della maison: -7% a cambi costanti. Ha inciso sulla performance soprattutto l’andamento negativo dell’ingrosso in Cina. A contenere la riduzione, il buon balzo degli accessori che insieme all’abbigliamento hanno raccolto un +16% (prodotti in pelle e selleria +13%, foulard e cravatte in seta +11%; profumi (+8%)).

Krizia è ufficialmente cinese

La notizia è ormai ufficiale: il 100% di Krizia International, nata da una costola di Krizia spa con marchio e attività in essere, passa nelle mani della società cinese con sede a Hong Kong Marisfrolg fashion. L’imprenditrice e stilista cinese Zhu ChongYun si è dunque aggiudicata, per un prezzo cash di 35 milioni di dollari al netto di eventuali debiti e crediti: la designer ne è ora presidente con pieni poteri nonché direttore creativa e ha nominato Domenico Spaggiari amministratore delegato per l’ordinaria amministrazione. Gli ultimi dati noti della società italiana di moda fondata da Mariuccia Mandelli risalgono al 2012, quando la maison ha realizzato 4,8 milioni di euro ricavi dalle vendite e 6,3 milioni di euro dalle licenze, in forte contrazione rispetto agli 8,4 milioni di vendite e 18,6 milioni di introiti dalle licenze dell’anno precedente.

L'ultima campagna accessori di Max Mara con l'attrice Amy Adams

Max Mara vola con gli accessori

Complice l’appeal della nuova testimonial, per il brand di moda Max Mara prosegue la crescita soprattutto negli accessori (+33% in due anni). Amy Adams, cinque candidature all’Oscar, è infatti il volto – immortalato dal fotografo Mario Sorrenti – dell’ultima campagna pubblicitaria degli accessori della società per il lancio della Signature bag e degli occhiali da sole Tribute. Primo posto alle borse, prodotte artigianalmente da una fabbrica toscana, seguite da scarpe, occhiali e sciarpe.

Più di mille dollari al giorno: li spendono i cinesi in vacanza

Un’indagine condotta da hotel.com attraverso il Chinese International Travel Monitor (CITM) ha calcolato che i turisti cinesi, fuori dal proprio paese, arrivano a spendere circa 1086 euro al giorno (alloggio escluso). Tremila le persone interpellate sulle abitudini di spesa: durante le vacanze il 15 per cento degli intervistati tira fuori dal portafoglio circa 1.619 dollari al giorno. C’è, tra loro, addirittura un 2 % che arriva a spendere 8.095 dollari. Il 28%, invece, da 324 a 810 dollari.


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