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Pillole di Economia / Richemont più forte in Italia, in lieve calo l’export svizzero e i gioielli Louis Vuitton

Nasce la Richemont Italia Holding. Il gruppo Richemont mette radici in Italia: secondo quanto riportato da Italia Oggi, è nata la newco Richemont Italia Holding con cui il colosso mondiale con sede in Svizzero raggrupperà tutte le presenze industriali nel paese e gestirà le relative attività. Capitale di 12 milioni di euro, il suo consiglio di amministrazione sarà formato dal presidente Hans Peter Bichelmeier, presidente di Richemont Italia Spa, dal procuratore della lussemburghese Richemont International Holding Paolo Valente, da Jean-Pierre Blaison assieme a Matthias Schuler, ceo del marchio di orologeria Roger Dubuis di proprietà di Rochemond, e Cedric Bossert. L’Italia, infatti, è uno dei tre paesi in cui il gruppo ha annunciato sviluppi a breve termine.

Gruppo Louis Vuitton, in lieve calo le vendite di gioielli e orologi. Il primo trimestre 2013 si chiude bene per la holding francese Louis Vuitton Moët Hennessy, con un +6 per cento nelle vendite complessive (9mila milioni di dollari), ma perde un punto percentuale la divisione Gioielli e Orologi del gruppo (624 milioni di euro). Si prosegue dunque nella tendenza registrata nella seconda metà del 2012, dove la crescita è stata più lenta rispetto al periodo precedente anche a causa della forte resistenza del mercato europeo. Nonostante il risultato debole, la holding ha fatto sapere che la sua performance è da ritenersi influenzata da “un contesto prudente di acquisti dei dettaglianti multibrand”. Il primo quarto dell’anno per Hublot e Zenith, due dei brand di punta del gruppo, sembra essere stato positivo; Bulgari ha confermato il successo della linea Serpenti e ha segnato una forte crescita nel fatturato dei propri negozi.

Febbraio, segno negativo anche per gli  orologi svizzeri. Non si discosta molto dal dato italiano emerso in questi dall’indagine di GFK per Assorologi il valore dell’export svizzero di orologi, anch’esso in discesa. Il commercio con l’estero è sceso del 2,5 per cento a 1,73 miliardi di dollari (1,61 miliardi di franchi svizzeri) nel mese di febbraio, probabilmente a causa di una più ‘morbida’ domanda di Cina e Hong Kong. I dati diffusi dalla Federazione dell’industria orologeria svizzera (FH) evidenziano un calo di unità del 15 per cento (a fronte di un 10 registrato in altre categorie di prodotti). La FH individua nell’Estremo Oriente e nei suoi mercati la principale ragione di questo segno negativo, con un export verso la Cina in calo del 34 per cento (106,7 milioni di dollari) e quello verso Hong Kong a -24 per cento (317 milioni di dollari). Altri mercati asiatici hanno invece registrato una crescita, in particolare Singapore, Giappone e Medio Oriente. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 6 per cento a 185 milioni dollari, mentre quelle in Europa sono aumentate in molti paesi fatta eccezione per la Francia. Più serio il calo nel volume di orologi nella fascia inferiore a 200 franchi svizzeri, sceso del 19 per cento, mentre la fascia tra i 200 e i 500 ha vissuto un calo più contenuto. Segnatempo dal prezzo tra 500 e 3.000 franchi giù del 10 per cento, resistono e crescono di poco quelli superiori a 3000 franchi.


1 commento

  1. […] Arriva in Italia in grande stile:  il marchio Roger Dubuis ha fatto il suo ingresso ufficiale nel Belpaese dalla porta principale, con un evento esclusivo al Museo Bagatti Valsecchi di Milano durante il quale ha mostrato al pubblico l’eleganza dei suoi orologi. Con un team dedicato, dal primo aprile il marchio sarà gestito dalla filiale locale della multinazionale svizzera del lusso, attraverso un team dedicato e la divisione Richemont Italia, recentemente costituita. […]


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