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Pillole di Economia / Nel 2014 prodotti di lusso in crescita

I risultati finanziari del 2014 portano il segno positivo per molti gruppi del lusso. Crescita a doppia cifra per Pandora, bene anche il colosso Kering (con un lieve calo di Gucci, e buone notizie arrivano anche dal mondo delle gemme: Gemfields dichiara infatti un aumento significativo della produzione di smeraldi e rubini, ma un -12% nelle vendite di Fabergé, maison acquistata dal gruppo a inizio 2013.

Pandora: +32% in un anno, a trainare la crescita è l’Asia Pacifico.
Ricavi del gruppo danese a 11.942 milioni di corone nel 2014, +32,5% rispetto al 2013. In pole, nella crescita geografica, l’Asia Pacifico con +53,5%, seguita a ruota dall’Europa, ben posizionata con un +41,1%. Sempre crescita a due cifre per le Americhe, con valori più contenuti (+19,3%). Le vendite nei concept store hanno raccolto più della metà dell’intero fatturato. “La performance dell’ultimo trimestre 2014 è stata la più forte di sempre – spiega Allan Leighton, amministratore delegato di Pandora -. La piacevole sorpresa è stato il boom degli anelli, dai quali abbiamo ottenuti ricavi raddoppiati rispetto al 2013″. Per il 2015 il gruppo prevede di aggiungere alla propria oltre 300 nuovi concept stores.

gucci

Gruppo Kering cresce del 4,5%, Gucci perde l’1,1%.
Ricavi consolidati a 10.038 milioni di euro, in crescita del 4,5% per il colosso del lusso Kering. L’equilibrio del gruppo in termini di portafoglio marchi, presenza geografica e canali di distribuzione lo rende stabile rispetto ai cambiamenti del contesto economico, malgrado condizioni di mercato difficili. La gran parte dei risultati arriva dal di fuori della zona euro (il 79% delle vendite). “La crescita dinamica delle vendite e l’aumento del risultato operativo delle attività di lusso del Gruppo confermano la rilevanza del modello multi-brand – commenta François-Henri Pinault, Presidente e Amministratore Delegato di Keringe dimostrano la nostra capacità di liberare il potenziale di tutti nostri marchi, sfruttano la loro complementarità”. Unico segno  negativo per Gucci, che ha visto scendere i ricavi dell’1,1% anche se le prestazioni del marchio sono migliorate notevolmente a fine anno.

Fabergé ny

Su la produzione di gemme in Gemfields, ma Fabergé è in calo.
Smeraldi, berilli e rubini in netta crescita. I risultati operativi del secondo trimestre fiscale del gruppo Gemfields, chiuso al 31 dicembre, evidenziano, per le prime due gemme, una crescita rispettivamente del 48,7% e del 47,8%. “I risultati delle due aste di gioielli del trimestre  – spiega Ian Harebottle, ceo di Gemfields – hanno dimostrato la forza della domanda di smeraldi e rubini. Siamo ottimisti riguardo la crescita e lo sviluppo del nostro settore”. Da due anni proprietaria del marchio Fabergé, alla voce legata alla maison di gioielleria la società vede un calo delle vendite del 12%. Crollo in Ucraina e Russia: tuttavia il marchio prevede di lanciare nei prossimi sei mesi nuovi pezzi di alta gioielleria e di orologeria, che debutteranno al Doha Jewellery and Watches Expo in Qatar a fine febbraio e a Baselworld a marzo.


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