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Pillole di Economia / L’India reintroduce la tassa sui gioielli

Dopo quattro anni il paese torna a introdurre i dazi sull’importazione. Intanto, il fatturato di Tiffany affronta un lieve calo, Ferragamo in crescita del +7%

Golded jewel in a shop

Mentre l’India fa un passo indietro sui dazi, Tiffany & Co. fa i conti con i problemi legati al cambio euro-dollaro e yen-dollaro, registrando un calo degli utili del 9%. Il gruppo Ferragamo, invece, ha chiuso il 2015 con un utili in rialzo del 10% e ricavi aumentati del 7,4%.

Nuova gold tax in India. Dopo quattro anni, l’India ha reintrodotto nuovamente la tassa locale sulle vendite di gioielli in oro, portando a una percentuale record i dazi sulle importazioni. Le importazioni annuali sono arrivate fino a 1.000 tonnellate: la misura è stata annunciata dal ministro delle Finanze Arun Jaitley, che ha parlato di un’accisa dell’1% sui gioielli in oro e diamanti. Immediata la reazione dei gioiellieri indiani, che parlano di 10 milioni di artigiani a rischio. Il provvedimento, inoltre, secondo le principali associazioni nazionali, potrebbe far crescere il commercio illegale. I prezzi locali dell’oro sono cresciuti dell’1,4% dopo l’adozione del provvedimento, mentre le azioni dei maggiori produttori di gioielli sono calate.

Tiffany

Dollaro forte, Tiffany soffre. Il gioielliere newyorchese registra un calo delle vendite negli Stati Uniti (-6% nel quarto trimestre), a causa del cambio euro-dollaro e yen-dollaro che dalla fine del 2014 ha ridotto il potere d’acquisto dei turisti (cui si deve il 25% delle vendite). Il 2015 si è chiuso con utili pari a 493,8 milioni di dollari, in calo del 9% rispetto all’anno precedente in cui segnavano 545,1 milioni. Le vendite sono aumentate del 2% a cambi costanti ma, riportate in dollari, sono calate del 3% a 4,1 miliardi. In Giappone, nel 2015, le vendite sono aumentate del 10% a cambi costanti mentre nel quarto trimestre sono cresciute del 12 per cento. Le vendite in Europa, a cambi costanti, sono aumentate del 12% nel 2015 mentre nel quarto trimestre sono cresciute del 2 per cento. La maison, comunque, stima una ripresa nella seconda metà dell’anno.

Salvatore Ferragamo

Ricavi in crescita per il gruppo Ferragamo. Il gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso il 2015 con un utile netto in rialzo del 10% a 173 milioni di euro, mentre i ricavi totali sono aumentati del 7,4% a tassi di cambio correnti, salendo a 1,43 miliardi. L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato del Gruppo in termini di ricavi, il 36% del totale; bene il quarto trimestre malgrado il confronto fosse con un elevato risultato precedente e malgrado il rallentamento di Hong KongL’Europa ha registrato un incremento dei ricavi del 7% complessivi, mentre il Nord America, penalizzato dalla moneta forte e la diminuzione dei flussi turistici, ha registrato un incremento dei ricavi del 9% (-2% a cambi costanti). Incremento per il mercato giapponese (+14% nell’esercizio 2015) e risultati solidi in ​​America centrale e meridionale, grazie soprattutto al buon andamento in Messico.


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