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Pillole di economia / Il distretto veneto dell’oro tra i primi 20 con le migliori performance

Banca Popolare di Vicenza pronta all’offerta vincolante per Banca Etruria. Bene i ricavi e le vendite del gruppo Lvmh e di Christian Dior Couture. Utili in calo per Fast retailing

Grandi gruppi che fanno del segmento moda e accessori il volano della crescita; il distretto orafo di Vicenza che si colloca tra i primi 20 con le migliori performance; Banca Etruria che mercoledì potrebbe convolare a nozze con Banca Popolare di Vicenza. Queste in sintesi le principali notizie economiche che toccano da vicino il settore del lusso.

Banca Etruria, mercoledì la scadenza – Al momento, dopo il ritiro di BP Emilia Romagna, c’è una sola pretendente certa per Banca Etruria: la Banca Popolare di Vicenza. “Entro venerdì (oggi, ndr) faremo un’offerta vincolante per l’istituto di credito aretino”, ha annunciato due giorni fa Andrea Piazzetta, vicedirettore generale della banca veneta, a margine di un convegno a Milano, aggiungendo che l’ipotesi è di pagare in contanti e completare l’operazione in tempi rapidi. Dopo l’offerta vincolante avrà inizio la trattativa  sulle condizioni proposte da Vicenza e ci sarà bisogno del successivo vaglio dell’assemblea dei soci.

Il distretto veneto dell’oro tra i top 20 – È ventesimo nella lista dei 100 distretti monitorati dall’Osservatorio nazionale di Unioncamere.  Un tessuto composto da 278mila piccole e medie imprese operanti nei 100 distretti, nei quali operano quasi 1,4 milioni di addetti e alle quali si devono circa 75 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto. Tra i primi venti distretti dalle migliori performance ben 18 sono localizzati nel Centro Nord e il comparto veneto è l’unico dell’oro presente nella top 20. Tra le regioni, prevale nettamente la Toscana, con ben 6 distretti di cui 5 legati al sistema moda.

Lvmh, nel I trimestre orologi e gioielli a +5% – Il colosso francese Lvmh ha chiuso il primo trimestre del 2014 con ricavi in incremento del 4% a 7,2 miliardi di euro. Sopra la media si colloca il segmento orologi e gioielli: il gruppo – che annovera marchi come Bulgari, Chaumet, De Beers, Hublot – ha registrato una buona crescita del giro d’affari negli Stati Uniti, Asia e Giappone. Anche l’Europa ha mostrato resistenza al contesto economico. In particolare ha trainare la performance di Lvmh è stato il settore ‘Fashion and Leather Goods’. “In un contesto economico che rimane incerto in Europa – riporta una nota  – Lvmh continuerà a concentrare i propri sforzi sullo sviluppo dei propri marchi, manterrà uno stretto controllo sui costi e rivolgerà i suoi investimenti sulla qualità, l’eccellenza e l’innovazione dei prodotti e la loro distribuzione”.

Bene anche Dior, +19% grazie al retail – La griffe di avenue Montaigne chiude i nove mesi al 31 marzo 2014 (iniziati il primo luglio 2013) con vendite per oltre 1,1 miliardi di euro, in crescita del 14% a cambi correnti e del 19% in maniera organica,  rispetto ai 981 milioni dei nove mesi dell’anno precedente. Il risultato fortemente positivo delle vendite, fa sapere Christian Dior Couture, è legato al +19% a cambi costanti messo a segno dal canale retail.

Fast retailing,  boom di vendite per il gruppo giapponese – Il gigante dell’abbigliamento giapponese Fast retailing, proprietario anche della catena Uniqlo, ha chiuso i primi sei mesi dell’anno fiscale con vendite in crescita del 24,3% (764,35 miliardi di yen, circa 5,43 miliardi di euro). In basso gli utili. Nel periodo terminato lo scorso 28 febbraio, infatti,  sono scesi dell’1,4% (64,56 miliardi di yen, circa 458 milioni di euro), portando l’azienda a tagliare le stime per la chiusura dell’intero anno.


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