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Pillole di economia / Cina, regali giù del 25% ma in cima ci sono i gioielli

Calo nel consumo asiatico del lusso secondo l’Hurun Report. Richemont sotto le attese, anno record per Swatch Group e lieve crescita per Tiffany

Mercato del lusso cinese in frenata, Richemont raccoglie risultati sotto le aspettative sebbene in crescita, Tiffany non fa il pieno mentre Swatch Group, che ha chiuso un anno record, confida nel 2014 per un’ulteriore crescita. Queste in sintesi l’andamento economico dell’Estremo Oriente e di alcuni tra i principali colossi del lusso mondiale.

Cina, calano i consumi nel lusso. Non sembra arrestarsi il momento di stallo per l’economia cinese. Non ne è esente il comparto del lusso: secondo il periodico Hurun Report Chinese Luxury Consumer Survey (pubblicato per il decimo anno consecutivo), nel 2013 la spesa dei cittadini più ricchi è calata del 15%, mentre quella destinata ai regali è diminuita del 25 %. Cresce però la fiducia del consumatore d’Estremo Oriente: 3 cinesi su 10 sono molto fiduciosi rispetto alla crescita dell’economia.

Tra le cause del calo, l’impatto dei provvedimenti anticorruzione – che hanno spinto molti cittadini a fare shopping all’estero piuttosto che nel proprio paese – e il rallentamento generale dell’economia. In cima ai doni destinati alle donne, però, restano i gioielli (complessivamente in calo). In particolare, tra i marchi analizzati dall’indagine, al primo posto si colloca Chanel, seguito da Louis Vuitton. “Il giro di vite del governo sul lusso ha avuto il suo effetto – ha commentato il fondatore dell’Hurun Report e capo dell’area Ricerche Rupert Hoogewerf – come testimonia il crollo del 25% nei regali”.

Richemont, crescita sotto le aspettative. E’ dovuta anche al calo delle attività in Cina la crescita ‘rallentata’ del gruppo svizzero Richemont, numero due al mondo del lusso. Il fatturato, nel terzo trimestre 2013 (chiuso al 31 dicembre), ha raggiunto i 2,9 miliardi (+9% in valute locali, +3% in euro), ma si è attestato su cifre inferiore a quelle attese. “Il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro e dello yen ha avuto un impatto negativo sulle vendite del gruppo”, si legge in una nota. Nella regione delle Americhe gli effetti del cambio hanno dimezzato la crescita e continuano a diminuire le vendite in Cina, mentre sono aumentate le vendite in Giappone. L’Europa e il Medio Oriente hanno registrato una crescita delle vendite del 7%, in lieve calo rispetto ai primi sei mesi dell’anno.

Anno record per lo Swatch Group. Il numero uno mondiale dell’orologeria prevede un anno di crescita, dopo l’incremento dell’8,3% del proprio fatturato registrato nel 2013 e il record di 8817 milioni di franchi svizzeri. Nei primi undici mesi dell’anno, l’industria orologiera svizzera ha registrato una crescita delle esportazioni dell’1,7%, e le vendite in Cina e a Hong Kong sono calate rispettivamente del 6% e del 15%. Sulla base delle vendite di tutti i marchi all’inizio di gennaio, il gruppo stima “una solida crescita nell’insieme di tutto il 2014”. La divisione Gioielli & Orologi è cresciuta del 10%, la produzione dell’8,6. Forza dei marchi e il potenziamento di distribuzione e vendita al dettaglio i principali fattori di crescita.

Tiffany, modesto l’aumento delle vendite di fine anno. Tiffany & Co. cresce ma non troppo: secondo una nota diffusa sulle vendite di fine anno il colosso americano della gioielleria ha aumentato le vendite mondiali del 4%, a 1,03 miliardi di dollari. Le stime sugli utili non tengono però ancora conto del risarcimento che dovrà versare allo Swatch Group.


1 commento

  1. […] monitorati. Si tratta della performance più debole degli ultimi 4 anni, dovuta in primo luogo al calo degli acquisti di regali in Cina – principale motore di crescita della categoria nell’ultimo decennio – e, in […]


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