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Pillole di economia / Bene le imprese orafe vicentine, boom estero per Bros Manifatture

Un primo trimestre in crescita per il comparto orafo. Dai fatturati dei gruppi produttori di gioielli e orologi e dal report della Camera di Commercio di Vicenza relativa al distretto veneto vengono fuori risultati positivi che regalano una boccata d’aria al settore. Da Tiffany, che ottiene cifre oltre le attese, al colosso del lusso Richemont fino al gruppo italiano Bros Manifatture, l’inizio del 2014 porta il segno più.

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Vicenza, le imprese orafe trainano l’economia provinciale. Nel primo trimestre 2014 le imprese orafe del distretto vicentino sono tra quelle che hanno registrato  performance molto positive rispetto all’anno precedente, anche grazie all’impatto delle manifestazioni fieristiche. È il dato della Camera di Commercio di Vicenza derivante dall’analisi congiunturale dell’economia della provincia veneta: nei primi tre mesi dell’anno la variazione congiunturale della produzione industriale è positiva, per il terzo trimestre consecutivo. L’incremento del 2,1% registrato a Vicenza è superiore sia al positivo dato veneto (+1,5%) sia al dato di sostanziale stazionarietà della produzione italiana (+0,1%). La variazione degli ordinativi nel mercato domestico hanno una dinamica positiva (+1,7%) e anche quelli provenienti dall’estero si confermano crescenti seppur con un ritmo più contenuto rispetto al trimestre precedente (+1,3%). In calo il dato occupazionale, dovuto per lo più ai risultati negativi del settore alimentare e della concia.

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Bros manifatture cresce e vola all’estero. L’azienda italiana proprietaria dei marchi Brosway, Rosato, S’Agapò, Bros e Dhiva, a fronte dell’espansione nazionale, guarda sempre più oltre confine raggiungendo attualmente 30 paesi del mondo. Attiva dal 2010 la sede di Miami, in Florida, che segue la distribuzione nelle Americhe; il marchio Brosway, core business della società, è una realtà legata anche alle compagnie aeree e ai negozi duty free, oltre che alle migliori gioiellerie di tutto il mondo: per consolidare la propria posizione ha lanciato una nuova linea di orologi da donna, la Gitana Collection, con stampe originali in edizione limitata con cinturini in pelle realizzati a mano in Italia. Rosato, dopo tre nuovi flaghip store a Roma, Milano e Forte dei Marmi, e dopo aver registrato il +130% rispetto al 2012, si afferma all’estero grazie a monomarca (ultimo, quello di Kuala Lumpur, in Malesia) e alla presenza in lussuosi centri commerciali: entro fine anno è attesa l’apertura di filiali a Hong Kong e Pechino. Infine, +38% per S’Agapò, marchio easy to wear realizzato in acciaio e pietre.


Tiffany fa il pieno di utili.
 La seconda catena di gioiellerie al mondo chiude il secondo trimestre con un utile netto in aumento del 50% a 125,6 milioni di dollari a fronte degli 83,6 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sono saliti a 1,01 miliardi di dollari, il 13% in più rispetto al 2013. I dati sono superiori alle attese degli analisti, e mettono le ali al titolo in Borsa, dove arriva a salire del 10,4%, l’aumento maggiore dal massimo di tutti i tempi raggiunto nel 2009. L’amministratore delegato di Tiffany, Michael J. Kowalski, ha commentato questi numeri precisando che si è trattato di un ottimo inizio di anno e che vi è grande soddisfazione per la solida e ampia crescita delle vendite riportata nella maggior parte delle regioni e dei prodotti grazie alla capacità del gruppo di sfruttare e trasformare quel miglioramento nei ricavi in una crescita significativa degli utili, operativi e netti. Pochi giorni fa, l’inaugurazione del nuovo store sugli Champs Elysées a Parigi.

 Il nuovo store di Tiffany inaugurato pochi giorni fa sugli Champs Elysées a Parigi
Il nuovo store di Tiffany inaugurato pochi giorni fa sugli Champs Elysées a Parigi

Richemont, ricavi a 10,6 miliardi di euro, metà proviene dall’Asia.  Il colosso del lusso, cui fanno capo i brand Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, Vacheron Constantin, Jaeger-LeCoultre, Iwc, Panerai e Montblanc, ha archiviato l’esercizio fiscale 2013-2014 (chiuso al 31 marzo) con un utile netto pari a 2,07 miliardi di euro, in crescita del 3 percento rispetto all’anno prima (erano 2,005 miliardi nel precedente fiscal year). I ricavi sono risultati in aumento a quota 10,65 miliardi di euro dai precedenti 10,15 miliardi. Il fatturato del gruppo proviene per quasi la metà dalla regione Asia-Pacifico e dal Giappone. Il retail batte ancora il canale wholesale e dalla gioielleria proviene più del doppio delle entrate.

Collier della collezione Panthere de Cartier, marchio del gruppo Richemont
Collier della collezione Panthere de Cartier, marchio del gruppo Richemont

 


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