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PETA sempre in prima linea contro l’utilizzo di pelli e pellicce

I serpenti vengono inchiodati agli alberi per scuoiarli vivi, agli alligatori vengono tagliate le gole da svegli e agli struzzi si praticano violente scosse elettrice prima di sgozzarli. Gli allevatori di animali da pelliccia e di pelli pregiate di peggio ancora non riescono a fare ma sicuramente staranno escogitando metodi ancora di più crudeli.

Contro queste malvagità la PETA continua il suo instancabile impegno ed oggi, alle 11,30, anticipando di un giorno l’annuale incontro degli azionisti di Prada – al quale prenderà anche una rappresentante della PETA US, che possiede delle azioni Prada, per chiedere alla società di mettere fine alla vendita di pelli esotiche -, protesterà contro l’utilizzo delle pelli di rettili per borse, portafogli, scarpe e oggettistica da parte di Prada attirando l’attenzione con una modella, posizionata su di un piedistallo all’ingresso della boutique di via Montenapoleone, “vestita” di squame di serpente dipinte.

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La pelle di serpente o di coccodrillo utilizzata per ogni scarpa o pochette presenti sugli scaffali di Prada proviene da un essere vivente che ha sentito dolore e paura, e non voleva morire“, ha dichiarato il direttore dei programmi internazionali Mimi Bekhechi. “La PETA chiede a Prada di smettere di trarre profitto dalle morti miserabili di questi animali e di interrompere la vendita di pelli esotiche, concentrandosi invece su materiali vegani all’ultima moda“.

PETA.org.uk


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