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Parlami d’amore design

Ci hanno abituato a sperimentazioni, eccessi e provocazioni, eppure a volte artisti e designer ci stupiscono ritornando al più tradizionale dei sentimenti che un gioiello può esprimere: l’amore.

Alla larga prìncipi in ginocchio e diamanti da sogno: gli scapestrati del gioiello parlano d’amore ma lo fanno a modo loro, tra irriverenti attacchi ai sentimentalismi, struggimento creativo e inaspettate incursioni nel romanticismo.
Come dichiarare alla persona amata i turbamenti del proprio cuore, se si è fatto della ricerca di codici stilistici e linguaggi dissonanti con la tradizione il proprio diktat? Di certo non con un solitario o un mazzo di rose rosse. Meglio una serenata, ma solo se stampata su un nastro di PVC e portata al collo fino a trasferire le parole della canzone sulla pelle, come la collana disegnata da Konstantin Grcic per la fondazione olandese “Chi ha paura…”.

A volte le parole non bastano, scivolano via e si perdono nella memoria: per mantenere viva più a lungo la promessa degli sposi, la coreana Jungyun Yoon disegna fedi che imprimono sul dito la scritta “Always” in rilievo nella parte interna. Allo stesso modo per Kieok Kim, designer coreana di formazione londinese, l’amore porta con sé una piccola sofferenza, che si traduce in anelli e bracciali in oro bianco o giallo e platino che, premendo sulla pelle, vi imprimono il messaggio contenuto all’interno. Una volta sfilato il gioiello, la sua memoria emotiva permane, tramutandolo in ornamento immateriale.

In amore serve chiarezza, come insegna l’inglese Hannah Havana: meglio affidare il messaggio ad un anello dal nome eloquente (“She loves me, she loves me not. An engagement ring for the serial fiancèe”) che spieghi a chiare lettere la situazione sentimentale di chi lo indossa, anche se, come afferma la stessa artista, basta un gesto per passare da uno status all’altro.

Se il delicato anello di Dior proposto da Victorie de Castellane pronunciava semplicemente “Oui”, tre minute lettere per suggellare un patto eterno, non risparmia le parole invece Colleen Baran, che realizza anelli in argento che al posto della pietra hanno minuscoli rotoli di carta contenenti messaggi personalizzati indirizzati alla persona che li indossa.

Il tedesco Andi Monn crea anelli e gemelli in argento e resina al cui interno inserisce frammenti di libri antichi, a volte stralci di vocabolari altre volte di romanzi cavallereschi: per far battere forte il cuore di chi si perde a sognare amori impossibili che sfidano il fato e vissero per sempre felici e contenti.

Lin Cheung si abbandona invece al romanticismo dei primi batticuori realizzando piccoli doni d’amore che acquisiscono un valore speciale una volta indossati dalla persona amata. Nelle sue mani oggetti tradizionalmente considerati senza valore diventano speciali, perché portatori di messaggi d’amore: ciondoli in argento sulla cui superficie sono incisi frammenti di poesie, come fossero piccoli post-it lasciati sul frigo.

Ma i tranelli sono sempre in agguato, e la designer londinese ci mette in guardia con una collana in PVC e argento che si rifà ai metri da sarta con cui misurare il sentimento di una persona nei nostri confronti, per evitare di perdere tempo con chi ci promette la luna e invece si sta prendendo gioco del nostro cuore in cerca d’amore.

E se davvero l’amore è cieco, come recita la saggezza popolare, c’è chi affida all’alfabeto braille il proprio messaggio d’amore, come la danese Mikala Mortensen o il designer di Hong Kong Zudy Yip che incidono la frase “I love you” in pendenti e anelli in argento.

Il newyorkese Sakurako Shimizu mette da parte fronzoli romantici e risponde all’antico sentimento con codici nuovi, affidando il messaggio alla rappresentazione fisica del codice HTML necessario per visualizzare alcune parole, tra cui “love you”, di cui sono costituite le sue collane. Forse non è la dichiarazione d’amore che tutte sognano, ma in fondo ognuno lo dice come può.


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