di


Paolo Spalla 1935/2010. Gioielli e Sculture

In mostra il percorso stilistico dell’artista.

Valenza, 22 dicembre, è di scena l’arte di Paolo Spalla, scultore e orafo italiano, espressione del gioiello d’arte quando nel panorama italiano degli anni Sessanta il mercato candidava prodotti di massa.

Con una formazione presso l’Istituto Professionale Orafo di Valenza ha il talento ed il coraggio dell’art director del prodotto e firma le sue creazioni di gioielleria che vedono l’utilizzo della pietra, carica di simbolismo, quasi un legame con la sua terra. Il sasso è quindi protagonista nelle sue opere con Preistoria/1971, ma il suo è un linguaggio materico che sente di abbracciare anche gli opposti come la fusione, rappresentata con tragici squarci nel metallo. Scultura e gioiello in una impalpabile osmosi si fondono e si scindono.

L’inizio “Anni Ottanta” impone all’artista un ragionamento: l’oro è un idolo dissacrato, un’icona non più della storia ma del superfluo, ma bellezza e sensualità lo possono riconsacrare. Complici i favorevoli fattori economici il Made in Italy decolla e il sistema pezzo unico/piccola serie diventa un modello produttivo di riferimento, perciò diventa necessario lavorare con coerenza di linguaggio e riconoscibilità di stile. Sassi lavorati e lamine d’oro sono il binomio attorno a cui ruota in questi anni la sua prolifica azione creativa, ricca di semantica post-modernista. In questo momento egli sposta la realizzazione delle sculture all’interno del laboratorio aziendale: esse vengono presentate come sviluppo formale integrato a quello dei gioielli. Racconta Lia Lenti, docente di Storia del Gioiello presso lo IED di Torino, nonché curatrice della mostra.

E se la bellezza e la sensualità sono le armi che riscattano l’irripetibilità del metallo aureo, la sua ricerca prosegue con un richiamo alla pura manualità trovando nella sottile lamina d’oro piegata a mani nude l’elemento principe per modellare gioielli. È il tempo di Sibilo/1991, un momento artistico in cui le abusate lamine lo spingono poi a riconsiderare il filo, nell’ottica dell’ordine/disordine, come metafora dell’oggi, e alla visione di non naturalità, per poi ancora una volta ripensare il sasso come unica garanzia di unicità e autenticità.

L’iniziativa sarà anticipata dalla conferenza stampa che si terrà il 18 Dicembre alle ore 11 presso la sede di Confindustria di Alessandria.

Collana “Nucleo”, 1984, oro giallo, sassi, diamante taglio brillante
Anello “Legame”, 1983, oro giallo, oro bianco, diamanti taglio brillante
Collana, 1986, oro giallo, corindoni rossi, sodalite, agata verde, perle

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA