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Pagamenti in contanti, Federpreziosi sostiene l’ipotesi di innalzare la soglia dei 1000 euro

La proposta, ancora allo studio, è arrivata dalla senatrice Simona Vicari, Sottosegretario allo Sviluppo Economico

Sul suo blog ha avanzato l’ipotesi di innalzare la soglia dei pagamenti in contanti, attualmente ferma a mille euro: la senatrice Simona Vicari, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, è al lavoro per studiare la possibilità di modificare il limite imposto dal decreto Monti e Federpreziosi, la sigla di Confcommercio che riunisce gioiellieri, orologiai e argentieri, ha già espresso il proprio parere positivo sull’iniziativa.

La Vicari ha specificato che si tratta di una posizione personale e non del Ministero, ma non ha escluso che si possa aprire uno spiraglio politico e legislativo: secondo gli studi che il Sottosegretario ha avuto modo di conoscere anche grazie a un dialogo con esperti del settore, la soglia agli acquisti in contanti non ha effetti decisivi sulla lotta al riciclaggio ed all’evasione fiscale, che costituiscono le ragioni alla base della manovra.

“Ad esempio – si legge nell’intervento di Simona Vicari – la forte discrasia dei pagamenti in contante tra italiani ed extraeuropei, questi ultimi possono pagare fino a 15mila euro cash rispetto ai mille dei primi, si è rivelata come lo strumento privilegiato dalle organizzazioni criminali per prodursi in attività di riciclaggio ed evasione fiscale. In questo momento l’economia ed i piccoli artigiani e commercianti vanno aiutati ed innalzare la soglia dei pagamenti in contante può essere un utile strumento. Inoltre questo ci porrebbe alla pari con gli altri Paesi europei che hanno limiti superiori ai nostri, addirittura la Grecia ha una soglia minima posta a 1500 euro. Sono favorevolissima alla diffusione della moneta elettronica, ma questa va sostenuta concretamente con la riduzione dei costi delle commissioni bancarie”.

D’accordo su tutta la linea Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi, che ha ribadito che, se nei  fatti la “limitazione alla circolazione dei contanti” avviene a 999,99 euro – per importi superiori è necessario l’uso di strumenti tracciabili – rimane la discrepanza con le soglie decisamente più alte previste in alcuni Paesi europei, anche vicini geograficamente: per fare un esempio, in Belgio la soglia è 15mila euro, in Danimarca 13.400, in Francia 3mila, mentre in alcuni paesi è addirittura assente una soglia massima.

Giuseppe Aquilino

“Abbiamo infatti scoperto a nostre spese – ha spiegato Aquilino – che per acquisti preziosi la clientela è dotata di  una grande mobilità, non solo entro i confini comunitari ma anche oltre, ove non sono previsti sistemi di “tracciabilità”. D’altronde sono i dati di vendita dei nostri colleghi d’oltralpe a dare ragione a quella che non è più una supposizione ma una certezza”.

Malgrado la diffusione di nuove modalità di pagamento, quello in contanti sembra essere ancora il più diffuso: secondo l’analisi della Banca Centrale Europea è il più utilizzato nell’80% delle transazioni presso i punti vendita. Le attività criminose di riciclo ed evasione sono invece spesso portate a termine tramite false fatture, bonifici e assegni non trasferibili.

Perplessità condivise da Alessandro Penati, docente di Finanza Aziendale all’Università Cattolica di Milano: “Come se per eliminare l’evasione bastasse eliminare la banconote. Un’assurdità”, e da Ranieri Razzante, esperto e docente di antiriciclaggio: “In realtà la grossa evasione e la massiccia esportazione di capitali non usano il contante, ma sovra- e sotto-fatturazioni e altri trucchi contabili”.

“In accordo con quanto afferma Razzante, sono convinto – ha ribadito il presidente di Federpreziosi – che in molte zone del nostro Paese e in molti tipi di operazioni commerciali la limitazione del contante produca danni sociali senza generare benefici. La costrizione dei ceti medio-bassi al ricorso a carte di credito, ancorché a commissioni ridotte, limita la libertà di pagamento e, inoltre, non riduce i “frazionamenti” eventualmente costruiti per pagare la prestazione cosiddetta in nero. Alla luce di quanto espresso – ha concluso – e interpretando il pensiero degli operatori orafi, credo auspicabile che il Governo riveda  il limite per i pagamenti in contanti al fine di  evitare che il mercato dei preziosi continui ad accusare, come già avvenuto nell’ultimo quadrimestre 2012, perdite per oltre il 20%,  e intervenga  sostanzialmente su un provvedimento che ha avuto come unica conseguenza ulteriori gravi ripercussioni sul sistema economico finanziario del comparto”.


1 commento

  1. CARDILLO CIRO says:

    CREDO CHE STIAMO CERCANDO DI CURARE

    UN MORTO MA LA COSA CHE FA PIU’ RABBIA

    E’ CHE CERTE COSE SI SAPEVANO PURE

    PRIMA SOLO CHE I SIGNORI DEL GOVERNO

    TECNICO SE NE SONO FREGATI E HANNO

    MESSO INGINOCCHIO UNA NAZIONE .

    MA COME AL SOLITO NESSUNO PAGHERA’

    PER LE SCELTE SCELLERATE CHE SONO

    STATE FATTE .

    VI PREGO ALMENO NON CI PRENDETE

    IN GIRO GRAZIE .


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