di


Ottimismo per il futuro di UnoAerre, oggi l’assemblea dei soci della newco

Dovrebbe svolgersi oggi l’assemblea dei soci della newco UnoAerre Industries Spa, la società costituita i primi di settembre da Sergio Squarcialupi (socio di riferimento e amministratore delegato della Chimet Spa: 500 milioni di euro di fatturato 2009) per risollevare le sorti produttive, economiche ed occupazionali dell’azienda aretina, simbolo in tutto il mondo della lavorazione dei metalli preziosi, di fedi e catename. Non ancora in calendario il consiglio di amministrazione, che si riunirà per votare l’eventuale piano industriale. Per oggi, un’assemblea dei soci per gli adempimenti di loro competenza.

In questa fase, si sta trattando con le banche per i dettagli degli eventuali finanziamenti – 10 milioni individuati da Squarcialupi (con lui nel cda, Gino Faralli, liquidatore dell’azienda, con la carica di presidente; gli altri due liquidatori Alessandro Benocci, Luciano Bertolini e infine Luca Benvenuti) come necessari a far ripartire l’azienda – e per il consolidamento del debito. Ieri l’ultima di numerosi riunioni dei liquidatori della Unoaerre Spa, oggi denominata “Realizzazioni e Bonifiche Arezzo Spa”.

L’intenzione di Squarcialupi – che è stato amministratore delegato di UnoAerre fino al 1999, quando la società passò prima alla Morgan Grenfell di Deutsche Bank e poi agli Zucchi e ad un pool di banche – è quella di snellire le produzioni, puntando su medaglie, fedi e catename e riducendo i servizi, e di ridurre tempi di lavorazione e carichi di lavoro, cercando di tutelare il rapporto con le grandi firme del settore, il marchio e chi ci lavora. La questione esuberi, circa 100, dovrebbe essere risolta con un graduale pensionamento anche grazie al ricorso ad ammortizzatori sociali come cassa integrazione e mobilità.

Nei mesi estivi molta preoccupazione era stata espressa, anche dai sindacati di categoria, ma al termine delle ferie la nascita della newco aveva cominciato a far muovere qualcosa. A ottobre, l’intervento di Squarcialupi si è rivolto alle banche: dai cinque milioni inizialmente ipotizzati – dall’advisor Alix durante l’estate – come finanziamento, ha raddoppiato la richiesta sul presupposto che se si vuole salvare l’azienda bisogna metterla in condizioni di ripartire con un minimo di serenità. Intanto, ai 39 dipendenti per i quali la cassa integrazione ordinaria sarebbe dovuta scadere il 15 ottobre, l’azienda ha garantito la prosecuzione fino al 15 dicembre, tempo necessario a concordare le soluzioni per rimettere in piedi la fabbrica. Naturalmente, questo aspetto è legato anche alla politica degli esuberi, ma su questo sono già previsti ulteriori incontri con i sindacati.

Per ciò che riguarda la ristrutturazione del debito della vecchia Spa (circa 80 milioni di euro), il piano di settembre ne prevedeva il consolidamento. Anche questo aspetto è stato discusso a lungo con gli istituti di credito interessati, che si sono mostrati aperti alla proposta di Squarcialupi. Come pubblicato ieri sul quotidiano La Nazione, la trattativa con Mps e Banca Intesa è ancora aperta sulle modalità tecniche di gestione delle due operazioni in vista, gli 8 milioni e mezzo da finanziare e il consolidamento del debito della oldco. Banca Etruria si è intanto impegnata per un milione e mezzo.

Una strada lunga e disseminata di curve, ma ciò che appare evidente è che tutti i soggetti coinvolti si stanno muovendo nella direzione di un concreto intervento per salvare la UnoAerre e tutto il suo storico patrimonio produttivo e occupazionale.


1 commento

  1. Alberto S. says:

    Forza Sergio che ce la fai !


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *