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Orologi, la Svizzera sempre più forte in Asia: Hong Kong in cima con acquisti per 3,1 miliardi di franchi

Un concorso di cortometraggi per combattere la contraffazione: lo organizzano la Fondation de la Haute Horlogerie e la Federation of the Swiss Watch Industry

Buone le previsioni per il mercato orologiero svizzero e a confermarlo sono diverse indagini condotte da banche ed esperti del settore. Tra questi, il presidente di Hublot Jean-Claude Biver, che si attende un raddoppiamento dell’export nei prossimi 15 anni fino a raggiungere i 40 miliardi di franchi (43 miliardi di dollari). Anche se queste previsioni vanno ancora confermate, la traiettoria della produzione e della vendita resta proiettata verso l’alto soprattutto nella fascia alta.

Secondo Credit Suisse, altri 18 milioni di persone entreranno nella schiera dei milionari entro il 2017, portando il numero globale a 46 milioni. Nel report della banca svizzera si segnala anche che, sebbene attualmente la metà delle persone che superano i 50 milioni di dollari siano negli Stati Uniti, il futuro della ricchezza è in Asia. A Oriente, infatti, potrebbero salire a circa 3 milioni gli High Net Worth Individuals (HNWI). A dirlo è il report annuale del gruppo bancario svizzero Julius Baer, secondo il quale entro il 2015 i milionari movimenteranno 16.700 miliardi rispetto ai 5.590 del 2010: la patria di questo boom dovrebbe essere ad opera della Cina, con una ricchezza che potrebbe raggiungere 9.300 miliardi dollari, più del 55% della ricchezza mondiale.

Secondo i dati diffusi dalla Federation of the Swiss Watch Industry verso l’Asia è andato, nel 2012, il 52 per cento delle esportazioni di orologi svizzeri (+2 per cento rispetto al 2011): la fa da padrone Hong Kong con oltre 3,1 miliardi di franchi. In calo l’Europa e stabile gli Stati Uniti. Per proteggere questa enorme ricchezza – economica, certamente, ma anche e soprattutto di tradizione e know how, la Fondation de la Haute Horlogerie e la Federation of the Swiss Watch Industry hanno ideato una nuova campagna anti-contraffazione.

In vista dello Swiss Day against Counterfeiting – in calendario il 22 marzo 2013 – gli organizzatori hanno colto l’occasione per lanciare un corcorso di cortometraggi. “All together against fakes” è il nome del contest aperto al pubblico sul tema “uniti contro la pirateria”: i vincitori del Premio della Giuria e del Premio del Pubblico riceveranno un orologio. Per partecipare con filmati da 1 minuto e mezzo (in inglese, francese o tedesco) c’è tempo fino al 23 dicembre: all’inizio di gennaio i video, che potranno riguardare il settore dell’orologeria ma anche dei prodotti farmaceutici e audiovisivi, saranno caricati sul sito concours.stop-piracy.ch.

Un modo per coinvolgere il pubblico per contrastare quella che è una vera e propria piaga dell’economia: non si stenta a crederlo, se persino l’oro è diventato oggetto di contraffazione. È di fine settembre la notizia che ha messo in allarme gli investitori americani, quando furono ritrovati 10 finti lingotti costituiti però non dal metallo prezioso ma da tungsteno, un materiale praticamente privo di valore (circa 1 dollaro l’oncia, a fronte dei 1770 circa dell’oro). Piazzati per oltre 70mila dollari, sono stati venduti nel cuore di Manhattan.

È di questa mattina invece l’allarmente dato italiano sui posti di lavoro persi a causa della contraffazione: se non ci fosse questa industria parallela, 110mila persone avrebbero un’occupazione che invece non hanno e il fisco godrebbe di 1,7 miliardi di entrate che invece spariscono. È quanto emerge da una ricerca del ministero dello Sviluppo economico con il Censis. Se i prodotti falsi fossero venduti sul mercato legale, la produzione salirebbe di 13,7 miliardi e le imposte (indotto incluso) di 4,6 miliardi.


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