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Orologi, la ripresa c’è: nel 2010 +22,1% per l’industria svizzera. Verso l’Asia il +34%

Un’ottima annata si è appena chiusa per l’orologeria svizzera. Buoni i dati diffusi dalla Fédération de l’industrie horlogère suisse e cifre record per il gruppo Swatch.

L’anno 2010 ha visto una ripresa molto netta dopo la sensibile flessione registrata nel 2009. Il settore ha esportato l’equivalente di 16,2 miliardi di franchi, ossia 2,9 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Questa crescita (+ 22,1%) indica chiaramente un ritorno a livelli leggermente superiori al risultato del 2007, che era considerato, finora, eccellente.

Si può affermare che la ripresa sia partita già dal mese di gennaio 2010, con una tendenza al rialzo nel corso dei mesi successivi, spesso superiori al 20%, (addirittura +30% a marzo e giugno). La crescita accelerata di ogni trimestre, portando le esportazioni finalmente ad un tasso di incremento del 24,3% nel secondo semestre, dopo un +19,6% nel primo. I dati positivi del 2010 però non hanno ancora completamente cancellato le difficoltà del 2009: gli ultimi risultati indicano, tuttavia, che la ripresa si basa su fondamenta solide ed è destinata a proseguire nel 2011, anche se ancora non tutti i player e le regioni stanno andando alla stessa velocità.

Per ciò che riguarda i prodotti, gli orologi da polso hanno coperto quasi il 94% delle esportazioni dei produttori svizzeri, con un incremento del 22,7% (15,1 miliardi di franchi per 26,1 milioni di unità, il livello più alto raggiunto dal 2002).

Forte l’acciaio, mentre gli orologi bimetallici hanno registrato una crescita particolarmente forte (+50,7% in valore). La crescita è stata evidente in tutti i segmenti di prezzo: gli orologi dal costo inferiore a 200 franchi (prezzo di esportazione) sono stati i principali responsabili dell’aumento del totale, con un incremento del 18,5%. Rappresentano circa il 10% i segnatempo della categoria 200-500 franchi, con un aumento superiore al 30%. La vendita di quelli tra i 500 ei 3000 franchi è leggermente inferiore alla media, mentre gli orologi dal prezzo superiore ai 3000 franchi hanno registrato un incremento del 24,2% in valore e del 29,8% in volume.
Anche altri prodotti dell’orologeria (come i componenti esportati per perfezionamenti e poi reimportati in Svizzera) hanno contribuito alla ripresa, con una crescita del 13,7% rispetto al 2009.

Passando all’analisi dei mercati di sbocco, nel corso del 2010 l’Asia ha assorbito più della metà del valore totale delle esportazioni e ha registrato una crescita ben superiore a quella delle altre regioni. Con un tasso di incremento del 34,6%, ha superato l’America (+14,5%) e l’Europa (+10,4%), comunque in crescita.

Hong Kong ha consolidato la propria posizione di leader di mercato per le esportazioni dirette dell’orologeria svizzera. Tra i mercati europei, la Francia ha registrato una forte crescita, grazie agli ingenti acquisti dei turisti. Altre aree del Vecchio Continente hanno mostrato aumenti più modesti e addirittura un calo in Germania. In quarta posizione, la Cina si è rivelata particolarmente dinamica e ha guadagnato tre posti rispetto al 2009. Buono il recupero del Giappone.

In linea con la ripresa del mercato, il gruppo Swatch ha registrato un vero e proprio record nell’anno 2010: vendite lorde per quasi 6 milioni e mezzo di franchi svizzeri con un utile operativo di 1.400 milioni (margine operativo del 23,5%, contro il 17,6% del 2009). L’utile netto di oltre un milione ovvero +42,5 % rispetto all’anno precedente e +6,4% rispetto all’anno record 2007. Anche l’outlook per il 2011, così, si conferma a gennaio con margini positivi malgrado la forza del franco svizzero, in particolare rispetto al dollaro americano e all’euro.

L’obiettivo del Consiglio di Amministrazione e del gruppo esecutivo di Swatch Group è quello di realizzare vendite di dieci miliardi di franchi svizzeri nel medio termine. Le ragioni del dato record sono da ricercare nella forte presenza geografica del brand in tutti i mercati più importanti del mondo e la sua copertura globale di tutte le fasce di prezzo. E proprio in relazione agli investimenti (previsti nei settori della distribuzione e delle capacità produttive), c’è molta attesa nei confronti delle novità che saranno presentate a Baselworld, che prenderà il via il 24 marzo.


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