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Orologi, firmato accordo bilaterale di libero scambio tra Svizzera e Cina

A Pechino la sigla del protocollo che oltre alla riduzione dei dazi doganali prevede anche tutela della proprietà intellettuale e spinta agli investimenti

Libero scambio tra Svizzera e Cina: è stato siglato a Pechino l’accordo tra le due nazioni per rimuovere o ridurre i dazi doganali fino al 60 per cento. A guidare la delegazione economica, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann  che ha incontrato il collega cinese Gao Hucheng.

L’entrata in vigore dell’accordo bilaterale è prevista per la metà del 2014:  in base ai termini del protocollo firmato tra Confedefazione elvetica e la Repubblica popolare di Cina, gli orologi svizzeri potranno beneficiare della rimozione totale dei dazi doganali entro cinque-dieci anni, a seconda del tipo di prodotto, o di una riduzione fino al 60% nel corso dei prossimi dieci anni. Una iniziale riduzione del 18% sarà applicata al momento dell’entrata in vigore dell’accordo.

L’export di orologi svizzeri in Cina ha raggiunto quota 1,65 miliardi di franchi nel 2012, mentre le importazioni si sono fermate a 740 milioni: in termini di valore, gli orologi finiti hanno rappresentato il 98 per cento del segmento. In particolare i modelli automatici, in metalli preziosi o comuni, e i modelli al quarzo con display non digitali (che rappresentano il 90 per cento dei segnatempo che partono verso l’Estremo Oriente), beneficeranno della riduzione del 60 per cento. Concretamente, alla fine del periodo considerato, i dazi su questi prodotti caleranno dall’attuale 11-12,5 % al 4,4-5%.

Ulteriori misure per eliminare o ridurre i dazi doganali si applicano ad altri prodotti dell’orologeria, come sveglie, movimenti, componenti esterni, forniture: soltanto per i bracciali in metallo prezioso esportati come elementi singoli sarà mantenuto il tasso del 20 per cento (nel 2012 l’export di questi prodotti ha rappresentato lo 0,05% delle esportazioni svizzere).

Gli effetti a catena positivi per l‘industria orologiera svizzera, e anche per altri settori, non si limitano all’aspetto doganale: l’ampio accordo prevede anche disposizioni per proteggere i diritti di proprietà intellettuale e la promozione degli investimenti. La Cina diventa così il quinto paese asiatico ad aver firmato un accordo con la Svizzera o con l’EFTA, la European Free Trade Association, dopo Singapore, Corea del Sud, Giappone e Hong Kong.

Foto Keystone


1 commento

  1. […] trattative per un accordo di libero scambio con gli Usa, mentre la Svizzera ha recentemente siglato un protocollo con la Cina. E’ questa una delle strade da […]


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