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OroArezzo, sta per alzarsi il sipario sulla 39esima edizione

Circa 650 aziende in arrivo dai distretti orafi italiani negli 8.000 metri quadri allestiti, con tre aree espositive e oltre 450 top buyer internazionali ospitati

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Mancano meno di 48 ore all’inaugurazione di OroArezzo, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group e in calendario dal 5 all’8 maggio con la sua 39esima edizione. Circa 650 aziende orafe che rappresentano alcune delle eccellenze produttive dei principali poli orafi italiani, che avranno la prestigiosa opportunità di rivolgersi al proprio target di buyer attraverso i format dei Meeting Club – incontri one to one con i buyers nello stand delle aziende espositrici – e dei Retail Club Italia: agende personalizzate per entrare in contatto con gli oltre 450 buyers ospitati, di cui l’80% internazionali, operatori di mercati emergenti e tradizionali, provenienti da 60 paesi grazie al supporto di MISE e Agenzia ICE.

Un percorso espositivo dedicato all’oreficeria, gioielleria, argenteria, semilavorati e pietre che accolgono alcune tra le migliori aziende manifatturiere italianeTre aree espositive: la prima, più ampia, dedicata alla migliore offerta di produzione di oreficeria della più qualificata e apprezzata manifattura italiana, la seconda Cash & Carry, uno spazio dinamico e innovativo che offre opportunità alle aziende di vendere sul pronto e, la terza, l’area Tech e Tech-3D dedicata ai sistemi di lavorazione più tecnologici: la ripartizione delle aziende presenti vede la prevalenza di aziende orafe che lo scorso anno hanno rappresentato il 75% del totale degli espositori mentre il 13 % sono state le aziende di macchinari e il 12% quelle presenti nella sezione cash and carry.

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L’area Tech e Tech-3D

Oltre 8.000 metri quadri netti di spazi allestiti, in cui gli espositori potranno mostrare al meglio le proprie collezioni e accogliere clienti e prospect italiani e internazionali; come ogni anno, torna protagonista a Oroarezzo – domenica 6 maggio alle ore 18 – la premiazione del Concorso Premiere, giunto alla sua 28esima edizione. Il tema scelto per l’edizione 2018 è il bracciale, facendo il bis del gioiello scelto lo scorso anno (nel 2016 furono gli anelli e prima ancora le collane).

Le aziende si cimenteranno nella sfida di rappresentare “l’amore” attraverso la preziosità e la bellezza delle forme e dei materiali. Il titolo della edizione 2018 è infatti “The power of Love”. Schiave, fasce, catene, elementi doppi o tripli fino a coprire il braccio, gioielli ricchi di contraddizioni come il momento che stiamo vivendo. In particolare, una riflessione speciale quest’anno verrà fatta sul ferro: il concorso premierà quindi i nuovi gioielli, che vanno al di là della moda, che declinano con la durezza e la semplicità del ferro con la nobiltà e l’eleganza dell’oro.

La giuria che esaminerà e valuterà le creazioni sarà presieduta da Beppe Angiolini, Art Director di OroArezzo e Presidente Onorario Camera Nazionale Buyer della Moda. Gli oggetti selezionati saranno esposti durante tutto il periodo della fiera in un’apposita installazione, creata ad hoc, e collocata nel corridoio centrale della fiera, per poter essere ammirati da tutti i visitatori.

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Il tema centrale della Manifestazione, quest’anno, sarà quello dei metalli preziosi che verrà affrontato in un congresso  che si svilupperà su due argomenti principali: l’Arte Orafa e il Recupero dei Metalli Preziosi. Una giornata di studi con esperti, ricercatori e docenti universitari che si concentrerà, lunedì 7 maggio nell’Auditorium della Fiera di Arezzo,sul tema “I Metalli Preziosi nella Storia della Scienza e della Tecnologia”, organizzato dall’azienda TCA | Precious Metals Refining.

Un momento di formazione e di dibattito per gli esperti del settore e non solo; in particolare durante la sessione mattutina sono previsti contributi scientifici che spazieranno dalla descrizione di antiche lavorazioni orafe fino a quelle moderne di recentissima applicazione. Nel pomeriggio, verranno discussi alcuni aspetti del recupero e dell’affinazione dei metalli preziosi sia da fonti di origine primaria (miniere) che da quelli di origine secondaria come nel caso degli scarti di lavorazione delle aziende orafe. La partecipazione all’evento è libera e gratuita per il pubblico di Oroarezzo, mentre per coloro che non hanno accesso alla fiera è necessaria l’iscrizione (che comunque è gratuita).

L’edizione ormai alle porte si concentrerà inoltre sui mestieri tradizionali del gioiello: artisti che collaborano alla creazione di un oggetto che conserverà il suo fascino nel tempo e resisterà, forme d’arte e simbolo di status, arma di seduzione e ornamento sacro, il gioiello è, forse, la compiuta realizzazione del connubio uomo-natura. Professioni, che nel passato si tramandavano da padre in figlio e che oggi si imparano in scuole specializzate, istituti professionali e corsi post laurea avvalendosi anche, spesso, di tecnologie avanzatissime.

OroArezzo sarà per tutte queste figure un importante palcoscenico: il progettista o designer orafo, figura chiave nel processo di produzione del gioiello, colui che concepisce l’idea del gioiello; nel passaggio dal disegno a mano al metallo, arriva poi il disegnatore che, al computer, ha il compito di tradurre l’idea di gioiello nella sua prima realizzazione grafica, in un modello di cera o in metallo.

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È poi il tempo del modellista, che deve saper creare il prototipo di gioiello da realizzare. Forgiato a mano, il modello viene eseguito in cera, o in metallo povero, per essere poi introdotto nella catena produttiva. Nell’universo delle pietre preziose, un ruolo di primo piano è occupato dal selezionatore delle gemme che deve saper identificare, selezionare e scegliere quelle che meglio si attagliano al progetto di gioiello, per dimensioni, forma e taglio. Altre figure determinanti sono il tagliatore e l’incisore, figure quest’ultime che oggi tendono a sovrapporsi e a coincidere. Chiude il ciclo creativo il banchista/pulitore che effettua l’ultima operazione, cioè lucidare il gioiello, regalandogli, o restituendogli, brillantezza e splendore.

A margine del processo di produzione del gioiello, la figura del gemmologo, la cui missione è quella di conoscere metodi e regole per identificare la natura delle gemme, valutarne la qualità e l’autenticità e valorizzarne la destinazione.

www.oroarezzo.it

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