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Oroarezzo slitta. Boldi: “Ci candidiamo a essere la fiera di riferimento di maggio”

Fiera di Vicenza e Arezzo Fiere e Congressi fanno cartello sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo Economico: secondo gli organizzatori oltre 650 le aziende previste

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Cambia la data dell’edizione primaverile di Oroarezzo: grazie all’accordo strategico recentemente siglato fra Arezzo fiere e Congressi e Fiera di Vicenza, la manifestazione aretina, alla sua 36esima edizione, si svolgerà dal 9 al 12 maggio. Lo scopo è quello a lungo auspicato dagli operatori del settore orafo: quello di rafforzare il comparto razionalizzando gli appuntamenti fieristici. La scelta inoltre si incardina nel calendario dei Saloni orafi internazionali, sviluppato dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del piano straordinario per il rilancio internazionale del Made in Italy.

L’intesa e l’attività delle due Società fieristiche riceverà il supporto economico ed istituzionale del Ministero: un riconoscimento, quello del Governo, che sottolinea l’importanza strategica della gioielleria e il ruolo del sistema fieristico per l’economia italiana. Il comparto orafo, argentiero e gioielliero conta 9 mila imprese e 32 mila addetti, un fatturato annuo di circa 6,6 miliardi di euro, un export di 6 miliardi e un saldo commerciale positivo di 4,1 miliardi. Per livelli di fatturato, l’oreficeria è la quarta voce dell’intero comparto moda-accessori.

“Come risultato della storica intesa e della conseguente cancellazione dell’edizione di maggio della Fiera di Vicenza, OROAREZZO vede il suo ruolo ulteriormente potenziato, diventando l’unico importante evento del settore in Italia, in programmazione tra la fine di gennaio e i primi di settembre”, fanno sapere gli organizzatori.

In fiera a maggio, specifica Arezzo Fiere e Congressi, ci saranno oltre 650 aziende espositrici, in rappresentanza dei principali distretti produttivi italiani, Arezzo, Vicenza, Valenza, Torre del Greco e Milano. Il programma dell’edizione 2015 di OROAREZZO prevede quattro intensi giorni di business con un’area espositiva di oltre 22 mila metri quadrati, riservati alle collezioni di gioielli, all’innovazione tecnologica e alla creatività tutta italiana.

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La formula espositiva non cambia: saranno proposti contenuti differenziati con aree tematiche specifiche, dal BI-Jewel per conoscere i trend dell’accessorio fashion e del bijoux, al Cash & Carry con la vendita sul pronto, fino all’Area Tecnologie con i macchinari e le tecnologie per la lavorazione dei metalli preziosi.

I riflettori saranno puntati sulle collezioni oreficeria di alta gamma ma anche creazioni orafe-argentiere più ‘easy’ che mettono insieme materiali preziosi e innovativi per realizzare gioielli ad alto contenuto di stile e design. Location rinnovata anche nell’immagine e negli allestimenti, risultato del supporto di Beppe Angiolini, art director di Arezzo Fiere e Congressi e già presidente della Camera Nazionale Buyer della Moda.

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L’annuncio ufficiale è arrivato durante Vicenzaoro January, la manifestazione invernale di Fiera di Vicenza che termina oggi, alla presenza di Carlo Calenda, Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, Matteo Marzotto, Presidente di Fiera di Vicenza, Andrea Boldi, Presidente di Arezzo Fiere e Congressi, e Licia Mattioli, Vice Presidente nazionale di Confindustria con delega all’internazionalizzazione e Presidente di Federorafi, che supporta l’iniziativa

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La presentazione dell’accordo tra Arezzo fiere e Congressi e Fiera di Vicenza. Da sinistra, Carlo Calenda, Vice Ministro per lo Sviluppo Economico; Matteo Marzotto, Presidente di Fiera di Vicenza; Licia Mattioli, Vice Presidente nazionale di Confindustria con delega all’internazionalizzazione e Presidente di Federorafi; Andrea Boldi, Presidente di Arezzo Fiere e Congressi

“Il Ministero e l’Ice – ha detto Carlo Calenda nel presentare la novità – insieme al sistema fieristico e alle Associazioni di settore, dimostrano oggi che sappiamo muoverci con una visione strategica e riusciamo a valorizzare l’enorme patrimonio di competenze e tradizione dei nostri settori più importanti”.

“Ho avuto sempre come unico obiettivo creare un Salone orafo esclusivamente al servizio degli orafi e per gli orafi, la mia idea di fare fiera si misura sulla capacità di generare reddito per le imprese italiane – ha commentato Andrea Boldi -. Da oggi non si penserà più a cosa è bene per una Fiera o per l’altra, ma si penserà a cos’è “il bene” per le aziende orafe e gioiellerie del nostro paese, e con il loro supporto e soddisfando le loro esigenze, sono certo che non tarderanno ad arrivare grandi ed importanti risultati”.

Un altro aspetto della collaborazione tra le Società e gli interlocutori dell’intesa prevederà il “fare sistema” per la definizione dei mercati internazionali prioritari, sia per le operazioni di incoming di operatori e media stranieri alle Manifestazioni in Italia, al fine di promuovere la gioielleria nazionale, sia per l’attività di outgoing. Nell’accordo di sistema risulta fondamentale il supporto promozionale del MISE, dell’ICE e delle Associazioni di Categoria sia per le Manifestazioni che si svolgeranno in Italia sia all’estero.

 


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