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Oroarezzo 2019 anticipata ad Aprile. Carniello: “Abbiamo lavorato per ottimizzare il calendario”

Si svolgerà dal 6 al 9 aprile la manifestazione aretina. Marco Carniello (IEG) e Vincenzo Giannotti (Il Tarì) spiegano le motivazioni di questa scelta

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Si anticipa di un mese l’edizione 2019 di Oroarezzo, con l’obiettivo di armonizzare il calendario fieristico italiano vista la coincidenza temporale con la rassegna del Tarì di maggio: dall’originaria collocazione di maggio (dal 4 al 7) si passa alle date del 6-9 aprile. La decisione della società organizzatrice, Italian Exhibition Group, deriva dalla volontà di creare una trama temporale più integrata con le altre rassegne italiane ed evitare anche la sovrapposizione con le festività religiose (la Pasqua cattolica, ma anche le festività ebraiche e il Ramadan) in modo da agevolare la presenza di espositori e buyer provenienti da mercati target per il distretto orafo italiano.

Marco Carniello
Marco Carniello

“Uno degli obiettivi di Italian Exhibition Group – spiega Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery & Fashion di IEGe del suo ruolo nel panorama fieristico è quello di fare sistema, guidando iniziative che diano a espositori e buyer una visione chiara e mai ambigua delle possibilità connesse alle manifestazioni di settore, per poterne beneficiare al meglio. Così, quando il presidente del Tarì Vincenzo Giannotti ci ha comunicato la volontà di anticipare di una settimana l’edizione di maggio di Mondo prezioso – dal secondo weekend del mese al primo – ci siamo presi tempo per verificare la fattibilità di una migliore integrazione delle rispettive date. Abbiamo allo stesso tempo lavorato con Arezzo Fiere e Congressi, che è stata d’accordo sulla possibilità di anticipare la rassegna ad aprile, avvicinandoci tra l’altro alle date storiche della manifestazione fino al 2014″.

Come è stata individuata la nuova collocazione del primo weekend di aprile? “Quando si sceglie una finestra temporale per una manifestazione che coinvolge operatori da tutto il mondo, si deve tener conto di molte cose – prosegue Carniello -: abbiamo dovuto fare attenzione alle festività italiane come la Pasqua, che l’anno prossimo cade il 21 aprile, ma anche a quelle arabe ed ebraiche, per non limitare la presenza dei buyer di quelle aree che costituiscono uno dei target principali di Oroarezzo. Stiamo informando via mail gli espositori e siamo sicuri che saranno contenti delle nuove date”.

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Vincenzo Giannotti

Soddisfatto della decisione anche il presidente del Tarì Vincenzo Giannotti: il prossimo anno infatti la seconda rassegna del centro orafo – la prima si svolgerà dall’8 all’11 marzo – si anticipa di una settimana e si posiziona nel primo weekend di maggio. A spiegarne il motivo è il numero uno del centro orafo di Marcianise. “Il nostro costante dialogo con gli operatori ha evidenziato la necessità di ‘liberare’ il secondo weekend del mese di maggio, durante il quale si festeggia la festa della mamma, in quanto occasione utile per i gioiellieri – precisa Giannotti – e anticiparci di una settimana. In Italian Exhibition Group abbiamo trovato un interlocutore serio con cui abbiamo potuto fare un ragionamento concreto che porterà benefici a espositori e visitatori”.

Che peso ha avuto questa complementarità nella decisione di modificare il calendario fieristico? “Mondo Prezioso e Oroarezzo si rivolgono a due target diversi – sottolinea il presidente del Tarì -: il nostro centro orafo è una piattaforma B2B costantemente attiva, che considera le sue tre rassegne annue come un rafforzamento per il mercato interno, perché sia con l’Italia sia con l’estero lavoriamo soprattutto sui punti vendita e per 365 giorni all’anno. La manifestazione di Arezzo parla a un pubblico per lo più internazionale: le nostre differenti visioni sono anche il nostro punto di forza. La nostra sinergia vuole facilitare il dettaglio senza gravare sulle aziende. Siamo infatti convinti che la sfida del futuro non sia tra le fiere, ma sia rivolta a comprendere e affrontare i cambiamenti dell’intero sistema commerciale del mondo orafo”.

 


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