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OroArezzo 2013: buyer da 82 paesi per le 480 imprese espositrici

Dal 13 al 16 aprile le proposte per far ripartire il comparto: per i visitatori anche due saloni paralleli, Bi-Jewel e Orarezzo Cash & Carry

480 Espositori, 32 province presenti, buyer da 82 Paesi, 50 Aziende partecipanti a Premiere e 30 Aziende a To_Bi_ Première: questi sono solo alcuni dei fortunati numeri di OroArezzo 2013, in calendario dal 13 al 16 aprile nel centro espositivo di Arezzo Fiere e Congressi. La 34esima edizione della rassegna si preannuncia così un punto saldo del comparto produttivo toscano, che ancora oggi, malgrado la congiuntura economico-finanziaria difficile a livello globale, continua a rappresentare da solo quasi il 50 per cento del Pil complessivo dell’economia provinciale.

OroArezzo rappresenta per la maggior parte delle oltre 1000 imprese orafe del territorio una opportunità unica di promozione: le aziende, che si contraddistinguono principalmente per la piccola dimensione a gestione familiare, hanno infatti sviluppato parallelamente a questo evento le strategie per favorire la penetrazione nei mercati esteri dei propri prodotti e il proprio know how creativo e tecnologico.

Grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Arezzo, Oroarezzo anche quest’anno rafforza l’incoming di operatori stranieri con l’invito di una delegazione di oltre 250 “big buyers” provenienti da 45 diversi Paesi, con particolare riguardo a mercati cui tipicamente si rivolge la produzione aretina come quello medio-orientale, Dubai e Arabia Saudita in particolare; quello americano, che finalmente sembra ripartire, ma anche mercati tradizionalmente più complessi come quello russo e mercati emergenti con quello kazako e sudcoreano. Senza dimenticare Hong Kong, testa di ponte per l’enorme area cinese, e l’Europa, ancora intrappolata nella difficile crisi del mercato.

L’offerta è ancora una volta diversificata e per questo sempre più completa: due saloni paralleli come quello del bijoux, rappresentato da Bi-Jewel, e di Orarezzo Cash & Carry, teso a favorire il business anche in tempo di crisi, con la consapevolezza di una catena distributiva che sempre più si accorcia, andando a definire una linea comportamentale nuova per il settore, più flessibile e certamente adeguata alla realtà del mercato.

 


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