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ORO O INCHIOSTRO?

L’italiano medio non è mai cambiato. È rimasto l’irriducibile denigratore dell’altra metà dello stivale che ama la mamma e il calcio, colleziona avventure e va in vacanza dove vanno i soliti 10milioni di connazionali che i TG non dimenticano mai di citare.

Si piega docilmente alla dea moda ed aggiorna con regolarità la sua wish list dove, già da un po’, ha piazzato al posto d’onore il “tatoo” utilizzando il proprio corpo come un album su cui incidere disegnare, scrivere… e poco importa se ignora i significati di alcuni simboli.

In un’epoca di insicurezze segnarsi indelebilmente la pelle potrebbe essere indicativo di un bisogno di stabilità ma il più delle volte non è che lo scimmiottamento di una forma di trasgressione che, lungo il cammino, ha perso parte della sua vera essenza.

Nell’Ottocento Cesare Lombroso sosteneva che quella del tatuaggio era “un’usanza che non solo permane ma prende proporzioni vastissime nella popolazione criminale, sia militare, sia civile”. Una teoria brutalmente sovvertita dal fatturato che oggi ruota intorno a questa moda.

La body art, infatti, ha travolto ogni livello sociale ed ogni età per cui si è portati a credere che sia più di uno sfizio e che, almeno per alcuni, nasconda concetti più profondi di quelli apparenti, come il bisogno di appartenenza, la voglia di raccontarsi, l’esorcizzazione di una paura, la rottura di un tabù… anche se a volte il soggetto scelto può proiettare un’immagine deviata della propria unicità. Ecco perché, in questa variopinta exhibition, non è affatto raro che Padre Pio conviva con simboli maori sul medesimo polpaccio; che Joker se ne stia spalla a spalla con un alieno; che fitte ragnatele si intessano sui gomiti straziati da stimmate sanguinanti. Angeli, teschi, corone e farfalline, questi, poi, stanno ovunque e con chiunque.

Bisogna prenderne atto: il tatuaggio è il gioiello di oggi, e come un gioiello lo si porta singolo o pluristratificato (questione di stile!). Sta succedendo qualcosa. Sembra quasi che la crescita esponenziale dei tatoo shop cammini in parallelo con quella dei compro oro, tanto da ipotizzare che si vendano carati per investire in inchiostro.

Sarà forse per questo che l’intramontabile fedina si sta incamminando sul viale del tramonto soppiantata da short message intorno all’anulare o da frasi d’amore che, più che una dichiarazione, ricordano mediocri romanzi come questa letta su una generosa pancia, sul lungomare di Amalfi:

“Una stella ha lasciato il firmamento ed è caduta sulla terra per sbarrare la porta del mio passato. Ora posso vivermi il presente e guardare al futuro insieme a te Pina che sei la mia star e insieme brilleremo + del sole e kiss after kiss faremo crepare il mondo d’invidia. Mari8 tuo 4ever.”

E se poi Pina tradisce Mari8?

 


5 commenti

  1. Sergio says:

    Se andiamo a finire nel filosofico non la finiamo più…! Cioè, il tatuaggio è bello così come è, perchè chiedersi tante cose? E’ come stare davanti a un quadro di arte moderna, se ti stai a chiedere significato, contenuti, perchè e per come non ne esci più. E’ bello o brutto solo soggettivamente. E i miei tatuaggi sono proprio belli Punto


  2. preziosa says:

    Di filosofico, caro Sergio, c’è ben poco e nessuno ha messo in dubbio la bellezza dei suoi tatuaggi.

    Il mio pensiero andava a chi si marchia senza neppure conoscere il vero significato di ciò che porterà addosso per il resto della vita, ed a tutti quegli altri che preferiscono l’inchiostro ad un gioiello senza tener conto che se un amore finisce la fedina la si può rivendere o riciclare, mentre il tatuaggio non ha tante chance. PUNTO


  3. RAFFAELE says:

    I membri appartenenti alle tribu’ si tatuavano e si tatuano ancora per riconoscersi come appartenenti al gruppo. Nel mondo moderno ci si tatuano simboli tribali senza neppure capire cosa rappresentano,appena una breve spiegezione letta sul catalogo sfogliato per scegliere qullo piu’ carino da farsi realizzare.
    E allora se tatoo deve essere,meglio una supoerficiale e banale farfallina…magari come quella di Belen!


    • petito says:

      Nulla contro i tatuaggi e le motivazioni che spingono a farli, anche se un pò di cultura porterebbe ad una maggiore coerenza (in ogni campo!). Ma se si è mossi esclusivamente da un motivo estetico che ben vengano allora anche le farfalline, purché non si tiri in ballo per l’ennesima volta Belen… nel mondo ci sono (+ o -) altri 4 miliardi di donne!


  4. renata says:

    per farsi belli ognuno scegli come vuole e come può. Il problema è che le mode vanno e vengono e come dice lei quando si cambia idea con un tatuaggio addosso è tutto più complicato.
    E credo anch’io che stia prendendo lposto di un certo tipo di gioiello


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