di


Oro d’autore a Palazzo di Fraternita, in arrivo fondi europei

La Regione Toscana destina 660mila euro alla struttura: entro due mesi il piano di fattibilità. Sarà un museo celebrativo di tutte le arti toscane, tra cui quella orafa

palazzo-di-fraternita-compressor
Il Palazzo di Fraternita dei Laici in Piazza Grande ad Arezzo

Ospiterà una collezione permanente di gioielli d’autore, ma anche altre espressioni dell’arte toscana: prende sempre più forma il progetto ideato per ridare nuova vita al Palazzo di Fraternita dei Laici di Arezzo. L’investimento complessivo previsto è di un milione e 400mila euro: 660 mila li metterà la Regione Toscana, come annunciato nelle ultime ore, attraverso i fondi europei (con la possibilità di assegnare successivamente eventuali altre economie) e il resto il Comune di Arezzo. All’accordo hanno preso parte anche la Camera di Commercio provinciale e la società Arezzo Fiere e Congressi, che contribuiranno all’allestimento della mostra mettendo a disposizione i pezzi di loro proprietà.

Quali i tempi? Entro due mesi è prevista la presentazione del piano di fattibilità economico-gestionale. Il progetto è vasto: tre sale dedicate alla contemporaneità aretina con la sua produzione orafa attuale, ma anche spazio ai tesori della città tra pittura del Tre e Quattocento, archeologia e oreficeria antica di cui rappresenta un tesoro il busto reliquiario di San Donato del Trecento, realizzato in città, e la sapienza orafa del popolo etrusco, in una sorta di galleria lunga tre millenni del ‘bello’ prodotto in città.

Realizzato tra il Trecento e il Cinquecento e fino al 2006 sede del tribunale cittadino, il Palazzo è stato interessato da un lavoro di restauro terminato nel 2011: a breve ospiterà una collezione di pezzi unici d’autore realizzati da importanti stilisti nel corso di più anni e utilizzati anche all’estero per promuovere le lavorazioni aretine. Promozione economica da un lato e recupero del territorio e impulso al centro storico (l’intervento si inserisce all’interno del Piuss firmato nel 2009, i piani integrati urbani di sviluppo sostenibile pensati appunto per rilanciare la competitività delle città) dall’altro.

“Alle tante bellezze delle città ne aggiungiamo oggi un’altra, con l’ultimo miglio di un percorso espositivo complesso che ci auguriamo possa avere anche un ritorno sull’attività economica – ha detto il presidente della Toscana Enrico RossiSicuramente è un progetto che consente di guardare con identità e orgoglio al comparto produttivo orafo, parte di un distretto che ha reagito bene e più di quello che si potesse immaginare alla crisi, capace di rilanciarsi. Quando ho visto per la prima volta la mostra sull’oro d’autore ho pensato che fosse un peccato che questi capolavori fossero accessibili solo per pochi giorni l’anno ed ho avviato un percorso di dialogo. In una città sobria e dinamica come Arezzo, combinare oro, produzione artigianale ed arte come ha fatto la Camera di commercio fin dal 1987 è stata una scelta lungimirante; e questa mostra, che di fatto è un unicum, porterà sicuro interesse per una città bellissima di cui si parla sempre di più, aiutando turismo e sviluppo economico”.

Durante l’incontro i presidenti della Camera di Commercio Andrea Sereni e di Arezzo Fiere e Congressi Andrea Boldi hanno ricordato che nella provincia di Arezzo – secondo distretto italiano dopo Vicenza – le aziende orafe sono quasi 1300, più della metà solo in città. Oltre diecimila gli occupati: l’industria pesa per un quarto sull’intero comparto manifatturiero. Le esportazioni di oreficeria e gioielleria  valgono oggi oltre 2 miliardi di euro l’anno.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *