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Oro, crollo della domanda: mai così bassa da 10 anni

Non si arresta nel 2018 la frenata del metallo prezioso: i dati del World Gold Council parlano di un -7% negli investimenti e di un -1% nella gioielleria

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Non è un momento felice per l’oro: nel primo trimestre del 2018 non si ferma il calo della domanda globale. Secondo i dati del World Gold Council, riportati oggi dal Sole 24 Ore, gli investimenti sono crollati facendole toccare livelli che non si vedevano da dieci anni: 973,5 tonnellate, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2017. Lo scorso mercoledì il punto più basso dell’anno, prossimo a 1.300 dollari l’oncia, anche se la Federal Reserve è riuscita a farlo rimbalzare intorno a 1.315 dollari.

La fascia di oscillazione si muove tra i  50 e i 60 dollari: tante le cause individuate dal Wgc, tra cui la stretta monetaria avviata negli Stati Uniti, il rafforzamento del dollaro, la crescita dei tassi di interesse. Nel primo trimestre la domanda di oro da investimento è crollata del 27%, mentre lingotti e monete sono scesi del 15% in volume, con cali ovunque (esclusi l’Iran, dove il rischio che Trump ripristini le sanzioni ha fatto salire le vendite, e la Turchia).

Non va meglio nel settore della gioielleria: tengono meglio i consumi ma si presentano sempre con il segno negativo (-1% a 488 tonnellate), segno di debolezza dei mercati chiave del metallo come l’India, dove il calo ha toccato il 12%, ai minimi dal 2008. Solo le banche centrali hanno dato una spinta positiva: le riserve auree sono aumentate del 42%, grazie ad acquisti netti per 116,5 tonnellate, in linea con la media trimestrale degli ultimi 7 anni.


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