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Operazione Fort Knox, sì della Svizzera alla rogatoria

Nuovo passo avanti per l’inchiesta partita nel 2012 che ha smantellato un ingente traffico in nero di oro dall’Italia alla Confederazione elvetica

Fine gold bars

Operazione Fort Knox, sì della Svizzera alla rogatoria internazionale. Via libera alle richieste avanzate dalla procura di Arezzo, in particolare dal pubblico ministero Marco Dioni, in merito alla cosiddetta inchiesta “Fort Knox”. Iniziata nel novembre 2012, la maxi operazione da 180 milioni di euro – con diramazioni in diverse regioni d’Italia, che portò al sequestro di una villa a Marciano della Chiana, in Toscana, centro di smistamento chiamato dagli inquirenti Fort Knox- ha sgominato un consistente traffico in nero di oro.

Un giro di metallo dall’Italia alla Svizzera: l’oro veniva acquisito dall’organizzazione criminale tramite compro oro, fuso e riproposto in verghe e lingotti per essere rivenduto in Svizzera. Molti degli imputati hanno chiesto il patteggiamento (le ultime richieste nel dicembre scorso), ma in molti casi senza ottenerlo. Ora arriva il sì alle richieste di rogatoria, il tribunale federale di Berna ha disposto un sequestro entro i 150 milioni di euro.

La magistratura elvetica ha girato la richiesta di rogatoria all’amministrazione delle dogane, che ha dato risposta positiva. Il tribunale penale federale di Berna ha disposto un sequestro nei limiti dei 150 milioni.


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