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Ondata di furti in gioielleria. Aquilino: “I sistemi di sorveglianza sono adeguati”

Non è difficile immaginare che in coincidenza di una congiuntura economico-finanziaria così difficile per il nostro paese ma per tutte le economie occidentali si verifichi un aumento dei reati connessi alla sottrazione della ricchezza. E dire oro, oggi, è dire ricchezza: nel 2011 il metallo si è apprezzato del 10%, raggiungendo a settembre un massimo storico di 1920,30 dollari l’oncia, per poi vivere un quarto trimestre piuttosto negativo, perdendo il 3,4% (il primo trimestre negativo da tre anni e mezzo). Oggi si aggira intorno ai 1762 dollari l’oncia, è quindi risalito parecchio nel primo mese dell’anno ed è attualmente ad un valore apprezzabile, che fa gola a ladri e rapinatori.

Nelle ultime settimane si è verificata una escalation di crimini che hanno avuto come vittime diverse gioiellerie. Soltanto nella giornata di mercoledì, due negozi al dettaglio della capitale hanno subito colpi a poca distanza di tempo l’uno dall’altro: il primo in via Vittoria, tra via del Corso e piazza di Spagna, nello showroom di Roberto Coin. Minacciate e ammanettate le commesse, hanno preso soldi e gioielli dalla cassaforte, che si erano fatti aprire, razziando anche le vetrine per un bottino che ammonterebbe a circa 500-600mila euro. I rapinatori si erano inizialmente finti clienti stranieri, ben vestiti e tranquilli, poi l’estrazione di un’arma: hanno portato via anche il filmato delle telecamere. Poco dopo, un altro furto in via Arcione (a pochi passi da via del Tritone): la proprietaria ha dichiarato di essersi allontanata e di aver trovato il negozio svaligiato al suo ritorno. L’ondata di furti e rapine si è andata intensificando negli ultimi mesi e in particolar modo la città di Roma è stata nel mirino della criminalità: la scorsa estate numerosi i colpi, come quello alla gioielleria Eleuteri in via Condotti, seguito da un altro in via del Babuino.

“La notizia di una rapina ai danni dell’azienda Coin, molto nota nel centro storico e leader nel settore della produzione e della distribuzione di gioielli di alta gamma ci preoccupa molto – questo il commento di Paolo Paolillo, consigliere alla Sicurezza della Confcommercio di Roma e presidente onorario dell’associazione romana orafi (Arro) -. Purtroppo questi fatti accaduti tra l’altro in pieno giorno e in una delle strade più belle e frequentate del tridente romano dimostrano ancora una volta che questa categoria, insieme a molte altre particolarmente esposte, è nel mirino non solo di organizzazioni criminali ma anche della delinquenza più comune. E la crisi economica in atto gioca certamente un suo ruolo in questo scenario,aggravando lo stato di disperazione e il livello di aggressività degli individui. Tuttavia, ho già parlato con il Questore Tagliente che ha garantito che i colpevoli verranno assicurati quanto prima alla giustizia. Siamo molto attenti – conclude Paolillo – a quello che sta accadendo e solidali con chi ha subito questo deplorevole atto, ma siamo altrettanto fiduciosi nell’azione efficiente di polizia investigativa che ogni giorno le forze dell’ordine mettono in atto, a cui garantiamo come sempre tutta la nostra collaborazione“.

Il problema non riguarda l’adeguatezza dei sistemi di sorveglianza – commenta Giuseppe Aquilino, presidente della Federazione nazionale dettaglianti orafi di Confcommercio – perché i negozi sono attrezzati e tutte le gioiellerie sono dotate di sistemi avanzati di sicurezza. Tra l’altro, nella maggior parte dei casi si tratta di furti con destrezza, che possono talvolta degenerare in rapine. Il problema sta nel fatto che in periodi di crisi e in periodi in cui il prezzo dell’oro resta alto, è più frequente che i malviventi si sentano allettati da questo genere di reato. Va però detto anche che, con la scarsa affluenza che i punti vendita vivono in questo periodo, si tende ad allentare l’attenzione e ad avere un atteggiamento più disteso nel momento in cui entra un cliente che si presenta con un apparente aspetto facoltoso ed interessato ad acquistare”.


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