di


Oggetti usati e riparazioni: occhio al registro P.S.

Sono in corso in tutta Italia controlli da parte delle Forze di Polizia sui dettaglianti orafi, finalizzati soprattutto ad individuare merce usata di provenienza dubbia o furtiva. Tali controlli sono probabilmente dovuti allo sviluppo esponenziale del fenomeno degli acquisti di oro usato da privati, effettuati perlopiù da parte di operatori specializzati (i cd. Compro-oro). L’incremento delle vendite di oro da parte di privati, dovuto certamente anche alla crisi economica in atto, ha fatto sorgere il sospetto che dietro ad alcune operazioni possa nascondersi il riciclaggio di merce rubata. Per verificare tali ipotesi sono stati intensificati i controlli sugli operatori orafi in generale, tanto sui “Compro-oro” che su negozi e laboratori che solo occasionalmente acquistano oro da privati.

Come prepararsi all’eventualità di un controllo? Dato che essi sono finalizzati a reprimere la compravendita di oggetti di dubbia provenienza, occorre innanzitutto accertarsi di detenere ed utilizzare correttamente il Registro di Pubblica Sicurezza previsto dall’art. 128 TULPS. Il possesso del registro è sempre obbligatorio – anche se non si prevede di utilizzarlo, quindi a prescindere dal fatto che si effettuino operazioni con privati – per commercianti, fabbricanti, e tutti gli artigiani della filiera dei preziosi.

Il registro ha lo scopo di permettere alle Autorità di polizia, in caso di controllo, di verificare la provenienza degli oggetti preziosi usati detenuti a qualsiasi titolo da parte degli operatori del settore orafo. Esso può essere utilizzato anche per la gestione degli oggetti dati in riparazione da parte di privati, la cui presenza in azienda va comunque giustificata. Questo è un punto particolarmente delicato, in quanto non pochi dettaglianti, nell’incertezza delle norme, omettono di registrare gli oggetti ricevuti per riparazioni, dando adito a potenziali contestazioni da parte degli Organi di P.S.

Come tenere correttamente il Registro di P.S.

Il registro deve essere numerato e bollato ad ogni pagina a cura dell’Autorità di Pubblica Sicurezza o dall’Ufficio del Registro, e deve essere esibito ad ogni richiesta del personale di P.S.
Sul registro vanno indicate, di seguito e senza spazi in bianco:
– Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del venditore, di cui è opportuno conservare la fotocopia (è vietato acquistare oggetti preziosi da persone prive di documenti);
– La data dell’operazione;
– La descrizione della merce acquistata, in ordine alla natura, quantità e qualità;
– Il prezzo pattuito. A questo riguardo, è consigliabile far firmare il venditore sul registro di fianco all’annotazione del prezzo onde evitare contestazioni su di esso; il prezzo di acquisto dell’oggetto deve essere adeguato a quello di mercato, onde evitare ogni contestazione in merito ai reati di ricettazione o incauto acquisto.

Vanno annotati sul registro solo gli oggetti preziosi ceduti da privati, e non quelli ceduti da altre aziende, per i quali fa fede la documentazione fiscale. Ogni oggetto acquistato da privati è da considerarsi “usato”. Gli oggetti acquistati non possono essere rivenduti o trasformati prima che siano passati dieci giorni dall’acquisto.

Successivamente l’oggetto può essere rivenduto, trasformato oppure avviato alla fusione:
– Se venduto a privato, andranno annotati sul registro i medesimi dati previsti per l’acquisto;
– Se venduto ad altro imprenditore, sarà sufficiente emettere fattura, secondo la normativa vigente; è tuttavia opportuno annotare sul registro gli estremi della fattura;
– Se fuso o trasformato presso l’esercizio, occorre annotare la dizione “fuso” o “trasformato” sul registro;
– Se fuso o trasformato presso altra azienda non è obbligatoria alcuna annotazione, ma è comunque consigliabile annotare gli estremi del documento di trasporto dell’oggetto insieme alla dizione “fuso” o “trasformato”.

La sanzione amministrativa per il mancato possesso del registro va da Euro 155 a Euro 1032 (art. 17-bis del TULPS, introdotto dal D.Lgs. 480/94). È prevista, anche se applicata solo nei casi più gravi – ove vi sia il fondato sospetto di ricettazione – , la sanzione accessoria della sospensione della licenza di P.S.

Come gestire le riparazioni

Il registro di P.S. può essere utilizzato anche per annotare i dati relativi agli oggetti consegnati dai clienti per effettuare riparazioni o trasformazioni; sul registro andranno indicati:
– Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del cliente;
– La data dell’operazione;
– La descrizione degli oggetti, in ordine alla natura, quantità e qualità;
– La descrizione dell’intervento da effettuare;
– Il numero del documento di trasporto, se gli oggetti sono inviati ad un laboratorio esterno;
– La data di riconsegna dell’oggetto al cliente; è consigliabile che quest’ultimo apponga la sua firma di fianco alla data di riconsegna.


8 commenti

  1. CRISTINA says:

    in casp di contestazione per la tardiva compilazione del registro, compilato a fine giornata, in quali termini si può fare ricorso ?


  2. alex says:

    cosa succede se un cliente “dimentica” una riparazione per anni e la pretende? C’è un lasso di tempo entro il quale il cliente è costretto a ritirarla? e se dopo anni la riparazione è stata smarrita?


  3. Simone says:

    Successivamente l’oggetto può essere rivenduto, trasformato oppure avviato alla fusione:
    Mi dite cortesemente quale disposizione normativa disciplina la vendita ad altro imprenditore, ed in cui è previsto che “sarà sufficiente emettere fattura, secondo la normativa vigente; è tuttavia opportuno annotare sul registro gli estremi della fattura. ”
    Grazie


  4. cristina says:

    vorrei sapere cosa scrivere esattamente nella descrizione dell’oggetto


  5. cristian says:

    Si può acquistare da un privato straniero munito di documento oppure l’art.128 nel pretendere “la carta di identità o un documento munito di fotografia rilasciata da una Amministrazione dello Stato” si riferisce solo a documenti italiani?


  6. cristian says:

    Si può acquistare da un privato straniero munito di documento oppure l’art.128 nel pretendere “la carta di identità o un documento munito di fotografia rilasciata da una Amministrazione dello Stato” si riferisce solo a documenti italiani?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *