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Officine Nora: Il sogno avverato di Margherita De Martino Norante

In passato era il quartiere per eccellenza dell’artigianato orafo fiorentino, oggi nel cuore di San Frediano creano i propri gioielli, lavorando “banchino a banchino” mani provenienti da tre continenti. Che condividono idee, tecniche, strumenti, tengono corsi, organizzano dimostrazioni ed eventi, ospitano studenti e professionisti in cerca di un luogo dove lavorare.

Mente e anima di questo laboratorio, l’orafa fiorentina Margherita De Martino Norante, che l’ha creato due anni e mezzo fa, anche se l’idea viene da molto più lontano. «Officine Nora è nella mia testa da tanto tempo, da quando ho finito di studiare – racconta – Ho iniziato con disegno industriale e poi ho frequentato tre anni la scuola di goielleria contemporanea “Alchimia” e una volta uscita cercavo uno spazio dove lavorare. Gli artigiani non ti prendono, quindi o ti allestisci un banchino a casa, o cerchi un posto in affitto insieme a qualcun altro. Sentivo il bisogno di uno spazio mio, dove lavorare insieme ad altre persone, cosa che mi era già piaciuta a scuola e che avevo continuato a fare dopo».

Un progetto accarezzato e preparato per anni, raccogliendo materiale in attesa delle condizioni giuste. «Quando trovavo un orafo che vendeva attrezzi li acquistavo e li mettevo in cantina, per questo accanto a macchinari nuovi abbiamo pezzi molto vissuti, come un tirafili degli Anni Cinquanta. Il posto, invece, è stato più difficile da scegliere, tanti laboratori magari erano antichi e affascinanti ma molto piccoli. Finalmente ho trovato un’ex officina di meccanica di precisione, con soffitti alti e ampi spazi, dove ho creato sei postazioni occupate da orafi “fissi” e altre sei che invece vengono affittate sia a lungo che a breve termine, a studenti che vogliono affiancare alla scuola propri progetti o a persone che lavorano a casa ma non hanno certe attrezzature».

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In via dei Preti, invece, trovano tra gli altri laminatoio, tirafili, postazione di fusione, iniettore, vulcanizzatore, forno per smalti, microfiamma e sabbiatrice, insieme a tanti altri attrezzi messi in comune dai “residenti”. E anche se non c’è più una “bottega ad ogni uscio”, il quartiere è un valore aggiunto. «L’Oltrarno, San Frediano in particolare, è una zona di artigiani, con tanti laboratori, e se hai bisogno di un pezzo di legno o di ferro vai direttamente da chi può fartelo».

Insomma, il suo sogno si è avverato, con compagni di viaggio provenienti da storie diversissime. «Lavorare assieme a persone che hanno percorsi differenti ti permette di confrontarti, conoscere altre tecniche, scambiarti idee e contatti, si impara ognuno dagli altri, invece di restare chiusi nella propria stanzetta. E si conosce anche meglio se stessi».

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Chi sono, allora, i “residenti”? Oltre a Margherita, che unisce materiali preziosi e alternativi, dalle piume alla lana, giocando con le forme, ci sono Arata Fuchi, giapponese che partendo dalla tecnica sud coreana del Kum-Bu l’ha rielaborata creando un proprio metodo, chiamato polverizzazione; Valentina Caprini, i cui lavori, per i quali spesso utilizza la tecnica della filigrana, sono una riflessione sul corpo, che a volte coprono interamente; Martina Lončar slovena, che passa da gioielli minimal in oro, argento e brillanti a un ciondolo a cuore in bronzo smaltato, anatomicamente perfetto; Francesca Zanuccoli, le cui finestre e fratture aprono sguardi su mondi interiori stratificati dal tempo; Kellie Riggs, americana, sperimentatrice i cui gioielli rielaborano l’immaginario devozionale cristiano.

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Ma il lavoro non è solo creativo. «Nel nostro spazio organizziamo corsi, dimostrazioni e anche eventi per turisti. È bello vedere l’emozione e lo stupore nell’osservare come viene realizzato un gioiello o nell’incidere qualcosa su un ciondolino. Spero possa servire a far capire il lavoro che c’è dietro un oggetto».

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E a proposito di collaborazioni, sta nascendo un’altra rete. «Prima di Natale abbiamo organizzato un evento con altri artigiani, un the per far conoscere i nostri laboratori, che abbiamo replicato prima di San Valentino».

 


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