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Obiettivo di questo anno analizzare lo stato di salute dei nostri distretti

Continua il viaggio di Preziosa nel mondo della gioielleria e del comparto orafo italiano: fra gli obiettivi di questo anno quello di analizzare, di numero in numero, lo stato di salute dei nostri distretti.

Il primo focus è dedicato a quello toscano, localizzato principalmente nella città di Arezzo. Millequattrocento aziende attive, con una vocazione prettamente industriale, conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la produzione di catename. Punto di forza delle imprese toscane è l’esportazione: nel 2009 pur soffrendo un -16%, continuano ad essere i principali operatori italiani presenti sui mercati esteri, seguiti dai colleghi vicentini. A sostegno degli imprenditori troviamo, oltre alle associazioni di categorie, altre istituzioni pubbliche/private quali Arezzo Innovazione, consorzio senza scopo di lucro fondato nel 2003, e l’IDI, organismo di concertazione territoriale nato con l’obiettivo di assicurare la progettazione e l’attuazione delle politiche produttive funzionali allo sviluppo dei distretti industriali aretini.

Nella nostra abituale sezione dedicata alla gemmologia, abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza rispetto al decreto legge Mattesini (ex Mazzocchi) sulla certificazione delle pietre preziose: come tutti sapete la norma, se attuata, servirà a tutelare il consumatore finale all’atto dell’acquisto di un gioiello. Fin qui tutto bene, tranne il fatto che ad oggi non è chiaro cosa e soprattutto chi dovrà certificare la mole di gioielli presenti nelle casseforti di dettaglianti, grossisti e produttori italiani. La sensazione è che, invece di agevolare il commercio, qualora dovesse passare la legge, si rischierebbe un “ingolfamento” tecnico-burocratico.
Infine voglio rivolgere i miei auguri di buon lavoro al nuovo presidente di Fiera Vicenza, Roberto Ditri.


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