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Notizie dal mondo delle imprese / Gioielleria e oreficeria, le opportunità di internazionalizzazione

Cna Ravenna guarda al distretto permanente del Made in Italy in Cina; accordo di distribuzione con Jihua per Cna Marche. La Lombardia porta le sue aziende in Thalandia

Si moltiplicano le iniziative del mondo delle associazioni di categoria e delle Camere di commercio a favore dell’internazionalizzazione delle imprese orafe e al loro posizionamento in nuovi mercati. La Cina resta, malgrado il rallentamento registrato nell’ultimo anno, uno sbocco importante: lo sanno bene la Cna Marche e la Cna Ravenna, che parteciperanno all’esplorazione di quel mercato grazie ad accordi con centri commerciali, mentre la Lombardia guarda alla Thailandia.

Progetto Jimo, oggi un focus a Ravenna 

Per scoprire in cosa consiste il “Progetto Jimo – Il Made in Italy in Cina” l’appuntamento è per oggi alle ore 15, presso la sede della Cna di Ravenna, dove si terrà un seminario di presentazione a cura di Veronica Gozzi, direzione commerciale Euro Top Brand srl. Il Progetto Jimo, sostenuto dal Governo Italiano – l’accordo ufficiale è stato siglato durante la recente visita del premier Matteo Renzi in Oriente – e dall’ICE, è una reale opportunità per le imprese italiane e, soprattutto, è pensato per la piccola e media impresa. Jimo, città della regione dello Shandong, è una cosiddetta città-ingrosso e sta assumendo un ruolo fondamentale nel commercio internazionale del paese asiatico. C’è anche l’oreficeria tra i settori del Made in Italy destinatari delle opportunità offerte dalla collaborazione con Jimo. L’obiettivo è quello di creare un distretto permanente del made in Italy in una piattaforma distributiva cinese, un centro commerciale internazionale da 300mila metri quadrati: attraverso una esposizione diretta permanente; una filiera corta per consentire un prezzo finale contenuto. “La Cina spiega Alessandro Battaglia, responsabile di CNA Internazionalizzazione Ravenna  è un paese molto interessante per le nostre piccole imprese, sia in una logica di mercato che in una logica di partnership commerciale e produttiva. Rappresenta un mercato potenzialmente immenso; basti pensare che quasi 40 città superano il milione di abitanti e che il reddito pro-capite negli ultimi anni ha subito importanti incrementi. Le tendenze riscontrate tra la popolazione cinese caratterizzate da un aumento generalizzato dei redditi, della spesa pro capite e dall’occidentalizzazione delle abitudini di consumo, evidenziano ancora di più le enormi potenzialità offerte da questo progetto per le imprese. A Jimo la moda, l’agroalimentare, l’oreficeria, l’arredamento, l’oggettistica di design e l’artigianato artistico possono trovare nuove fette di mercato e nuove opportunità commerciali”.

Anche lo sguardo delle Marche è rivolto all’Estremo Oriente

Siglato un accordo tra la multinazionale cinese dell’abbigliamento Jihua Group Corporation Limited di Pechino, la società Italy China Development (che accompagnerà lo sviluppo del business) e la Cna Marche. La sinergia ha lo scopo di creare un ponte tra l’industria manifatturiera cinese e gli artigiani e le piccole e medie imprese marchigiane nei settori del tessile, abbigliamento, calzature, oreficeria e arredamento casa. “Con Jihua puntiamo a creare sempre maggiori sinergie – ha dichiarato il segretario della Cna Marche, Otello Gregorinicon le nostre migliori aziende del sistema moda, per sviluppare le capacità più tradizionali del made in Italy, costruite sull’innovazione e sul know how delle nostre imprese e portare le produzioni marchigiane sul mercato cinese, caratterizzato da grandi numeri”. Nel 2013 l’export delle imprese marchigiane verso la Cina, infatti, ha registrato un signficativo balzo in avanti: da 187,8 a 229,4 milioni di euro, di cui 213,6 in prodotti del comparto manifatturiero e 92,4 in manufatti del sistema moda (72,3 mln. articoli in pelle, 15,3 di abbigliamento e 4,7 prodotti tessili).

La Lombardia punta a Bangkok 

Non solo Cina in cima alla lista dei paesi che mostrano interesse verso il prodotto italiano: secondo un’indagine della Camera di Commercio di Milano su dati Istat, anche la Thailandia. L’interscambio del 2013 tra aziende lombarde e il paese asiatico, infatti, ha toccato quota un miliardo e nei primi tre mesi del 2014 è valso oltre 100 milioni di euro: ecco perché Promos, azienda speciale dell’ente camerale, ha organizzato una missione a Bangkok per il mese di novembre (dal 3 al 5) destinata ad alcune categorie produttive tra cui gioielleria e oreficeria. Ricerca e selezione di partner locali, organizzazione di agende personalizzate di incontri d’affari e servizio di interpretariato sono alcuni dei servizi offerti durante la missione.


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