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Note preparatorie per una lettera a Babbo Natale

PER QUEST’ARTICOLO BREVE TI PROPONGO UN PATTO SEMPLICE: QUASI QUATTRO MINUTI DEL TUO TEMPO PREZIOSO PER AVERE IN CAMBIO UN PUNTO DI VISTA DI REALISTICO OTTIMISMO SUL RIFLESSO DELLE IMMINENTI FESTIVITÀ DI FINE ANNO SULLE TUE ATTIVITÀ COMMERCIALI.



Partiamo da una semplice costatazione: il natale non è più quello di una volta


Noterei a margine che non ci sono più le mezze stagioni, che si stava meglio quando si stava peggio e che non è tanto il freddo quanto l’umido che ti frega. Fatta la lista dei luoghi comuni possiamo affrontare la realtà di un mercato che cambia. Una volta in questo periodo, la Direttrice di una Boutique con una predominanza di Clientela locale, che era in ritardo sul budget progressivo, mi disse che avrebbe recuperato perché tanto “il natale non tradisce mai”. In realtà anche oggi il natale non tradisce ma le promesse che ci fa sono cambiate. Ad essere cambiato, a dire il vero non è il natale, sono i Clienti, siamo noi che siamo cambiati. Lascia che ti rassicuri, non ti farò il solito discorso su come le feste, da epifania del sacro, siano divenute occasioni commerciali (per quanto …) ma vorrei fermarmi un attimo a condividere con te come la stessa scansione del tempo sia cambiata e come questo impatti sulla nostra attività.


La festa si basava sull’attesa. Oggi non vogliamo più attendere, non sappiamo più percepire il valore dell’attesa


Permettimi una citazione dal “Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry per spiegarmi: “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore”. L’attesa dà valore al tempo dell’incontro come a quello della festa. Ma l’esistenza di un “tempo speciale” costruito con l’attesa, sminuisce necessariamente il “tempo non speciale” creando una disuguaglianza qualitativa che non siamo più pronti a gestire. Che vuol dire? Vuol dire che le feste di fine anno erano “IL” tempo del regalo ma questa concentrazione dello scambiare e ricevere doni in un tempo preciso… limitava la possibilità di farlo anche in altri momenti.

Progressivamente il mercato del regalo sta diventato sempre meno dipendente dalle ricorrenze, da quelle della comunità (per esempio natale) come da quelle personali (per esempio i compleanni). Le ricorrenze commerciali si sono via via moltiplicate, anche con l’afflusso di potenziali Clienti di culture diverse ed è parallelamente cresciuto il regalo e l’autoregalo … “solo perché mi va”.

La moda è un esempio lampante: una volta ci voleva molto tempo perché quello che avevamo ammirato nelle sfilate fosse acquistabile, ora l’imperativo imposto dai Clienti e recepito dalle Maisons è “se now; buy now” che starebbe per “vedo ora, compro ora”. Quanti Clienti hai che capiscono l’importanza di aspettare? Quanti capiscono anche solo la necessità di aspettare? Per inciso ogni volta che il postino mi porta un pacchetto di Amazon mi sembra che sia natale e Amazon consegna anche in giornata. Ultimo esempio e scusami se personalizzo, a me il Panettone piace e trovo che abbia più gusto perché lo mangio solo a natale, ma per vendere più Panettoni stanno provando a “destagionalizzarli” ed Eataly li ha proposti anche a ferragosto. Non so se funzionerà (con la Pastiera ha funzionato) ma se funziona aumenteranno le vendite di Panettoni. Quindi non è che natale tradisca è che oramai l’abbiamo “spalmato” su tutto il resto dell’anno.

Ma fortunatamente non abbiamo reso il tempo completamente lineare ed omogeneo e le feste di fine anno conservano e conserveranno una funzione di acceleratore. Visto il clima di questi mesi, il bisogno di rassicurazione che viene dal celebrare assieme una festa così ancorata nella nostra cultura, potrebbe addirittura premere su quest’acceleratore. Un acceleratore forse più qualitativo che non quantitativo. Per esempio, se avessi mantenuto il dialogo con i Clienti grazie a gioielli preziosi per la fattura e la creatività ma non per il materiale, natale potrebbe essere l’acceleratore che farà aumentare anche il valore degli acquisti. Un acceleratore che darà una progressione ma condizione di aver tenuto, mantenendo la metafora, l’auto in perfette condizioni. Hai fatto tutti i tagliandi? Perché le feste di fine anno saranno ancora il tempo del raccolto, ma solo per chi ha seminato durante tutto l’anno. E su questa considerazione, coerente con il titolo dell’articolo, ti propongo una bozza di letterina a babbo natale:


Caro Babbo Natale,

quest’anno ho fatto il bravo.

Ho definito, insieme con il mio team di collaboratori, quali siano i nostri punti di forza distintivi e poi li ho declinati in un’offerta coerente di marche e di prodotti.

Condividendo la nostra particolare visione del gioiello, comunicando professionalmente on line ed off line, ho costruito, piano piano, una comunità di appassionati del “bello e del ben fatto”.

Una comunità di Clienti che, nel nostro negozio e nei nostri spazi di e-commerce si riconosce e si sente riconosciuta, sperimenta esperienze gradevoli ed emotivamente coinvolgenti, che parla bene di noi e trova proprio quello che la rappresenta al giusto prezzo.

Allora, visto che ho fatto il bravo, potresti portarmi invece del solito carbone, dei reticoli cristallini di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica (tipo dei Diamanti) o magari qualcosa di ancora più prezioso… tipo ancora altri Clienti?

Grazie


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