di


Note a margine del Convegno sui diamanti da conflitto

Sui lavori tenutisi presso l’Orientale rimando per brevità all’ottima esposizione di Chiara di Martino su questa rivista. Per chi non avesse avuto modo di venire a conoscenza dei dettagli del Convegno dico solo che il 31 gennaio a Napoli s’è tentato di fare un punto, in modo poliedrico e da punti di vista di molte discipline, sulla questione della responsabilità sociale e d etica dell’impresa orafa. Abbiamo potuto contare sulla prestigiosa presenza di uno degli ideatori del processo di Kimberley, Mark Von Bockstael. Questo è stato il vero punto di forza dei lavori perchè l’autorevolezza di un protagonista ha velocemente sgombrato il campo da ideologismi, dal burocratese e dall’aridità di testimonianze lontane del centro delle cose.

Forse la conseguenza più soddisfacente per la comunità orafa campana è l’istituzione, io credo primo in Italia, di uno Sportello Etico presso la FOC (Federazione Orafa Campana). Di questo ringrazio il Presidente Lanfreschi che ha mostrato tempestività nell’intendere la rilevanza dei temi sul tappeto. Su molti di questi si tornerà nel momento operativo dello Sportello: non credo sia il caso di tediare oltre. Solo due veloci annotazioni di particolari che mi si sono chiariti in corso d’opera. 1. Il mondo accademico e le realtà imprenditoriali sono più vicine di quanto pensassi.

La distanza siderale esiste solo quando l’incontro è forzato e non autentico. Nel caso specifico ho visto professionisti del Diritto Internazionale, geografi, economisti che non aspettavano altro che cimentarsi con la realtà vibrante dei temi etici, dei conflitti in essere foraggiati da diamanti  che spavaldamente  si trasformano in armi e mezzi di potere repressivi, in abusi sui diritti umani. E dall’altro lato ho percepito negli operatori una grande sete di dotarsi di una griglia coerente di conoscenze sui fenomeni spesso male conosciuti relativi al commercio delle gemme. 2. Non è pensabile  che qualcuno o qualche gruppo sfugga nel terzo millennio al confronto serrato con la società di cui si fa parte. Questo vale per le gemme che non sono più anonime ma recano i segni precisi di passaggi opachi se non delittuosi. Ma questo vale, in generale, per tante altre cose. Siamo allacciati indissolubilmente e fingiamo d’essere liberi, indipendenti e fuori da condizionamenti.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *