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Non si arresta la crisi dei consumi: a marzo -3,4 % rispetto al 2012

I beni in diminuzione più dei servizi. Secondo l’Indicatore di Confcommercio il calo della spesa segue quello di reddito e occupazione

Non si arresta la crisi dei consumi. Per il mese di marzo, infatti, l’indicatore di Confcommercio indica una diminuzione del 3,4 per cento su base annua e dello 0,1 per cento su base mensile. Nel primo trimestre del 2013 il calo rispetto allo stesso periodo del 2012 è stato del 4,2 per cento.

Spesa degli italiani ai livelli del 2000, dunque, secondo l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC): in termini di media mobile a tre mesi l’indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala un nuovo arretramento. Si comprimono le spese, trainate dai livelli di reddito e occupazione.

La dinamica tendenziale dell’ICC di marzo riflette una diminuzione del 2,2  per cento della domanda relativa ai servizi e del 3,9 per cento della spesa per i beni. Per il mese considerato solo il segmento relativo ai beni e servizi per le comunicazioni mostra una tendenza espansiva nei confronti dell’analogo mese dello scorso anno (+3,1 per cento).

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di maggio si stima una variazione congiunturale dell’indice dei prezzi al consumo dello 0,1%, con un tasso di crescita tendenziale pari all’1,3 per cento, in contenuto aumento rispetto all’1,2 per cento del mese precedente. E’ presumibile, secondo Confcommercio, che con aprile si sia chiusa la fase di rapido rientro dell’inflazione, in atto dall’ultimo trimestre del 2012, che dovrebbe rimanere attestata, almeno fino all’estate, su valori inferiori all’1,5 per cento.

Dalla produzione arrivano invece notizie di segno leggermente diverso: Confindustria fa sapere che ad aprile la produzione industriale è cresciuta dello 0,2% in termini congiunturali (vista la flessione dello 0,1% rilevata nel primo trimestre). Ordinativi  a -1,2 per cento in termini congiunturali ad aprile: le stime non lasciano prevede che i livelli produttivi possano tornare a crescere nei prossimi mesi.

Il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie, resta così, anche ad aprile, sui minimi raggiunti nei mesi precedenti. Anche il mercato del lavoro ha registrato a marzo un nuovo peggioramento: rispetto a febbraio gli occupati sono diminuiti di 51mila unità (cifre vicine a quelle di settembre 2005).

 


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