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Non sempre i muri crollano per incuria come a Pompei

L’unità d’Italia compie 150 anni e da più parti si chiedono o si organizzano grandi festeggiamenti. Gli ingredienti ci sono tutti manca, però, quella giusta dose di nazionalismo, quello che dovrebbe tenere insieme le nostre culture eterogenee, quello che dovrebbe offrire a tutti eque opportunità di sviluppo. Eppure il Sud sembra sempre più in basso, sempre più lontano, una distanza che stranamente, come inchiostro simpatico, scompare quando dal settentrione ci si cala in quelle terre assolate per trascorrervi le vacanze, dove, almeno per un trimestre, si è disposti a cancellare disprezzi ed avversioni.

Il timore è che, in quest’epoca in cui si sta riscoprendo (finalmente) il valore del riciclo, quei mattoncini avanzati il 9 novembre del 1989 possano tornare utili per tirare su un altro muro, ancora più grande magari, capace di dividere in due il Bel Paese, proprio come un formaggio.


1 commento

  1. Luigi says:

    Quant’è vero che le unioni possono avere significati e valori diversi. Il nostro famoso Paese (e non solo più – purtroppo – per l’incantevole patrimonio) è ormai in rotta di collisione tra le scelleratezze politiche e le indifferenze sociali. È giusto festeggiare un anniversario importante come quello dell’Unità di Italia tanto celebrata quanto vituperata? Non credo, o meglio, non in queste modalità! Checché se ne dica l’Unità (a mio avviso) è forse durata il tempo giusto dell’incontro a Teano, tra l’eroe dei due mondi e un sovrano ignaro di cambiamenti reali. Poche altre tracce si trovano nei momenti salienti e crudeli delle due guerre, quando la voglia di risalire era più forte di ogni differenza. E oggi… ci ritroviamo colorite persone dai fazzoletti verdi che occupano seggi del Parlamento e che non perdono occasione per denigrare tutto ciò che è Sud (guardandosi bene però dall’inserire nel territorio tracciato anche la ladrona Roma che gli consente di “campare”!). E poi ci sono nette differenze sempre più acute tra ceti sociali ancor più distanziati e inavvicinabili. E ancora, ci sono i distacchi fisici e le inciviltà delle cattive amministrazioni e la perdita di ogni rispetto tra i cittadini… e poi e poi… potrei avere un elenco lunghissimo da sciorinare. L’unica cosa certa è che tra le tante differenze ed incoerenze che corrono in lungo e largo la nostra penisola, l’Unità l’hanno ritrovata nei festeggiamenti, sulla data rossa del calendario e …nell’ennesimo ponte vacanziero!… W l’Italia, 150anni e non dimostrarli!


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