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Busto Arstizio: niente compro oro, kebab e sexy shop nel centro storico

Il Piano di governo del territorio approvato a dicembre vieta l’apertura di diverse attività commerciali: già sospesa la prima richiesta

Compro Oro come sexy shop e sale giochi, non adatti al centro storico: non siamo noi a sostenerlo, naturalmente, ma il Piano di Governo del Territorio di Busto Arstizio, che, approvato a dicembre in sostituzione del piano regolatore risalente agli anni Settanta, comincia già a produrre i suoi effetti. Il documento, infatti, impedisce di insediare attività come compro-oro, ma anche venditori di kebab, sexy shop, sale giochi ed empori multietnici nella zona del nucleo storico di Busto Arsizio.

E proprio in questi giorni è partita dal Comune una ordinanza di sospensione (equivalente a un divieto di proseguire l’attività) per una società milanese che aveva preso in affitto un locale davanti al Santuario di Santa Maria di Piazza per l’apertura di un punto vendita di oro usato. La motivazione è la seguente: “Difformità dalla compatibilità urbanistica ammissibile nella zona individuata”. Nessuna delle attività individuate dal Piano di Governo del Territorio  può essere dunque avviata nel centro storico.

La decisione di escludere alcune tipologie di commercio dalle zone più centrali fu presa lo scorso dicembre durante la discussione sullo strumento urbanistico (cui seguì l’approvazione con 16 voti favorevoli e 9 contrari): fu accompagnato da molte polemiche l’emendamento leghista per estromettere dalle aree del centro esercizi commerciali come centri telefonia internazionale, negozi con prodotti extra UE, friggitorie ma anche sexy shop, sale giochi e sale bingo. Un’altra modifica ha stabilito, tra l’altro, che questi stessi esercizi non potranno essere aperti a meno di 150 metri dalle scuole.

Al di là dei casi al limite della legalità che possono riguardare una parte delle attività di compravendita di oro usato e al di là della eventuale decisione del commerciante di impugnare l’ordinanza, viene spontaneo chiedersi in base a quali criteri tecnici il consiglio comunale ha individuato i negozi da ‘espellere’.


1 commento

  1. Giuseppe L'Africano says:

    …un pò di “” decoro & dignita”” , servirebbero in tutte le città grandi o piccole che siano,…
    “…. fusse che fusse la volta bona ”

    … solo 150 mt !! sono pochi ..


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