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Nicoletta e Barbara Lebole. Donne d’arte

Girare il mondo in lungo e in largo costantemente in cerca di idee e materie non convenzionali

Management al femminile per Lebole Gioielli dove con unità di intenti Nicoletta e Barbara, madre e figlia, interagiscono con background eterogenei diventando protagoniste del mercato attuale.

Visionaria e concreta, Nicoletta cresce a stretto contatto con l’arte e l’unicità – suo padre Mario era un grande collezionista – e la magia che gli oggetti antichi portano in sé.

La sua è una quotidianità che sa di cose belle, di quelle che tracciano il solco di una passione profonda che nel 1974 la porta ad aprire la sua prima Galleria ad Arezzo e, successivamente, un negozio in via del Babuino a Roma. Barbara eredita il talento materno e la capacità di metterlo a frutto e, condividendo gli stessi obiettivi, insieme si incamminano verso un’affascinante avventura: la creazione del marchio Lebole Gioielli, una realtà dove il nuovo germoglia illuminato da una porta sempre aperta alla cultura.

Dalla consapevolezza che l’idea è parte preponderante nell’edificazione del successo e che le qualità nascoste sono importanti quanto quelle palesi, nascono creazioni che mutuano dall’innovazione e dall’inusuale: prima nel suo genere, la collezione di orecchini asimmetrici Kimono, con sete di antichi kimono giapponesi su un’anima di legno leggerissima.
Ma i tessuti continuano ad essere l’essenza preferita anche nelle linee a venire come “Samarcanda, la via della seta” che attraverso i tessuti Ikat racconta il mondo Usbeco.

Nicoletta e Barbara girano il mondo in lungo e in largo costantemente in cerca di idee e materie non convenzionali, talvolta tra loro separate da distanze geografiche e temporali immense, materie che riplasmate e reinventate diventano interpreti uniche e custodi indiscusse della più vera ed autentica vocazione di un gioiello: celebrare la femminilità.

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Nicoletta, la famiglia Lebole ha fatto storia nell’abbigliamento maschile, una realtà molto lontana dal mondo del gioiello. Da cosa è nato questo cambiamento?
In realtà ho solo respirato l’aria famigliare dell’innovazione che mio padre ha portato all’abbigliamento maschile. Ho sempre trattato gioielli d’epoca e prodotto una linea di bijoux fantasia con elementi antichi. Queste due attività hanno affiancato il mio lavoro primario di antiquaria, quindi nessun cambiamento ma un consolidamento delle mie idee e del mio stile.

Nicoletta, il suo knowhow ruota quindi su due importanti tappe, abbigliamento e antiquariato, cosa ha assorbito da queste esperienze?
Mi sono inventata un bijoux che rispecchiasse l’abbigliamento e l’antiquariato attraverso l’uso di tessuti antichi e la cultura dei popoli.

Barbara, siete riuscite a collocare la cultura orientale tra i desideri estetici delle donne occidentali.
Due mondi lontani ma che nei vostri gioielli diventano una sola entità, senza confini. L’Oriente è preso a prestito o è un punto di partenza?
Vogliamo fondere le culture. Cogliere il bello e la creatività di ogni paese rielaborando oggetti che abbiano qualcosa di nuovo da raccontare, che portino con sé la loro storia e la loro cultura.
Le sete da noi usate parlano della cultura del loro paese, della loro storia. Noi ci facciamo interpreti di queste realtà.

Barbara, il vostro è un prodotto Made in Italy che utilizza tessuti e materie naturali. Ma oggi, in un settore così concorrenziale dove il gioiello si acquista anche online, in che ordine trovano posto qualità, professionalità e design?
Guardiamo avanti prendendo atto che la vendita on line sarà il nostro futuro commerciale ma continueremo a tenere sullo stesso livello d’importanza qualità, professionalità e design, consapevoli che è proprio nel design la differenza più evidente.
Produciamo addirittura un “Made in Tuscany” che affidiamo all’abilità di professionisti del settore ma che controlliamo personalmente in tutti i passaggi. Abbiamo diverse linee, tutte con un denominatore comune: l’uso dei tessuti e delle culture. La nostra è un’impronta stilistica molto riconoscibile. Veniamo dal mondo dell’arte e della moda fusi insieme, per questo ho sempre creduto che la mano del designer debba essere riconoscibile quanto quella di un pittore, anche quando non firma la sua opera.

Nicoletta, quale ruolo ricopre oggi il gioiello?
Ho fatto un gioiello che si possa indossare, come si fa con un vestito, per abbellire la donna.
Una volta l’acquisto di un gioiello era un investimento, oggi non è più cosi. Oggi è diventato un acquisto di moda che rispecchia i tempi e i suoi cambiamenti.

Nicoletta, il mercato ha accolto con entusiasmo il vostro stile, ma come va difeso il proprio spazio nello scenario odierno e più ancora in quello di domani?
Il mio gioiello contiene cultura, fantasia ed artigianato italiano e mi impegno a difendere il mio spazio con queste linee guida che mi rappresentano.

Barbara, Lebole Gioielli è una realtà importante. È stato difficile raggiungere questi risultati o è stato un percorso naturale, vista la tipologia di prodotto?
È stato un percorso naturale e rimane ancora tale. Teniamo per mano i prodotti ma loro continuano a cresce autonomamente. Sono di facile comunicativa ma non commerciali e i nostri rivenditori li vendono perché ne sono innamorati.

Barbara, quanto incide l’aspetto commerciale in un progetto?
Deve essere ben fatto come tutto il resto, d’altronde, ma io ancora credo che il prodotto sia la base di ogni azienda, senza prodotto valido non si può costruire niente.
Anche la comunicazione che noi facciamo, cartacea o web, serve solo ad amplificare la forza commerciale del prodotto.

Barbara, è evidente che il gioiello Lebole trova posto nei negozi più rinomati. Le sue tematiche, ben diverse da quelle tradizionali, trovano medesima risposta nei mercati esteri?
Per il momento ci siamo concentrati nel mercato italiano che ci dà soddisfazioni importanti; i mercati esteri sono il nostro prossimo passo.

Nicoletta, in una sola parola, qual è l’elemento imprescindibile di un gioiello?
Originalità.

Quali sono i progetti futuri di Lebole Gioielli?
Continuare a raccontare storie con ogni collezione, illustrare realtà e culture diverse. Vogliamo comunicare qualcosa con un prodotto che sia “cultura da indossare”, che affascini per la storia che porta in sé. Noi non commercializziamo, siamo narratori e a chi acquista i nostri orecchini trasmettiamo la medesima voglia di raccontare ad altri la che indossano.


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