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Nichel, lo stallo politico non aiuta il settore. Ad oggi non ci sono notizie di controlli in gioielleria

A una settimana dall’entrata in vigore della nuova norma le associazioni di categoria lamentano l’assenza di interlocutori istituzionali

Nichel, le nuove soglie sono in vigore da poco più di una settimana e la fase di stallo politico in cui versa l’Italia non favorisce le aziende alle prese con la nuova norma. Le associazioni di categoria che in questi mesi hanno studiato a fondo le prescrizioni contenute nella Norma EN 1811:2011 recante “Metodo di prova di riferimento per il rilascio di nichel da tutte le parti che vengono inserite in parti perforate del corpo umano e da articoli destinati a venire in contatto diretto e prolungato con la pelle” e in quella ad essa collegate  sono in attesa della designazione del nuovo governo per comunicare la difficoltà effettiva del rispetto di norme così restrittive.

Come strumento guida per le imprese coinvolte dal provvedimento – dettaglianti, distributori, produttori, importatori – Unionfiliere, Associazione delle Camere di Commercio per la valorizzazione delle filiere del Made in Italy, nata dalla fusione di Assicor e Itf, ha prodotto con la collaborazione delle associazioni di categoria un vademecum che riassume i contenuti della norma entrata in vigore e anche un Addendum che chiarisce l’interpretazione di alcuni punti. In particolare, quello che riguarda il concetto di “immissione sul mercato”.

“L’art. 67 del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (c.d. Regolamento Reach) prevede che Una sostanza, in quanto tale o in quanto componente di un preparato o di un articolo, per la quale l’allegato XVII prevede una restrizione non è fabbricata, immessa sul mercato o utilizzata se non ottempera alle condizioni di tale restrizionesi legge nel documento diffuso da Unionfiliere -.  Lo stesso Regolamento, art. 3, n. 12, specifica che per “immissione sul mercato” si intende l’offerta o la messa a disposizione di terzi, contro pagamento o gratuita. L’importazione è considerata un’immissione sul mercato.  La Commissione Europea, nel suo documento “Guida all’attuazione delle direttive fondate sul nuovo approccio e sull’approccio globale”, aveva, peraltro, già chiarito (punto 2.3) che l’immissione sul mercato è l’atto iniziale che consente di mettere per la prima volta a disposizione un prodotto sul mercato comunitario per consentirne la distribuzione o l’uso nella Comunità. Esso può essere messo a disposizione a titolo oneroso o gratuito. Essa aveva, inoltre, precisato che un prodotto deve essere conforme alle direttive di  nuovo approccio applicabili quando viene immesso sul mercato comunitario per la prima volta”.

L’Addendum al Vademecum sul Nichel diffuso da Unionfiliere precisa, pertanto, che “pur non essendo scontato, in carenza di qualsivoglia giurisprudenza di merito, che le interpretazioni sopra ricordate siano applicabili nel caso in specie, è possibile ritenere, tenendo anche conto dell’equiparazione tra “importazione” (definita come “’introduzione fisica nel territorio doganale della Comunità”, cioè l’atto con cui il prodotto entra, per la prima volta, nel mercato comunitario) e “immissione sul mercato”, che i prodotti ceduti dai fabbricanti a terzi (imprese commerciali) anteriormente al 1° aprile 2013, possano essere ulteriormente commercializzati anche dopo tale data, poiché già “immessi sul mercato”, a condizione che il rilascio di nichel risulti conforme a quanto prescritto dal Regolamento Reach, utilizzando il previgente metodo di analisi (norma EN 1811:1998 + A1:2008)”.

Ai nuovi metodi di prova per i test di cessione del Nichel introdotti dalla norma, Preziosa magazine ha dedicato uno speciale di approfondimento, poche settimane prima dell’entrata in vigore. Ma dieci giorni dopo, qual è la situazione? La parte più controversa del regolamento, infatti, riguarda gli oggetti già prodotti e nella disponibilità di fabbricanti, distributori e dettaglianti.

Federpreziosi, tra le associazioni di categoria coinvolte da Unionfiliere nella redazione del Vademecum, ha organizzato una serie di incontri sul territorio per chiarire i punti controversi della norma (giovedì 11 a Savona, il 17 a Terni, il 18 a Padova, il 19 a Udine e il 22 a Palermo, queste le prossime date) inviando contestualmente una nota agli associati sull’impegno profuso a favore di un ‘congelamento’ della norma. Il dialogo con le istituzioni è stato reso più complesso dalla contemporaneità delle elezioni e dalla mancata designazione di una nuova squadra di governo. Intanto, le proposte di Federpreziosi hanno riguardato non soloi possibili strumenti di contrasto/sospensione del provvedimento comunitario (ad esempio, ove percorribile, il ricorso alla clausola di salvaguardia), ma anche la necessità di un supporto di carattere tecnico sulla base di adeguati studi scientifici.

“La norma – si legge nel documento diffuso da Federpreziosi – prevede una incertezza di misura del metodo pari ben al 46% (come indicato al punto 9.2.1 della stessa), il che, come facilmente comprensibile, crea una grande insicurezza nelle imprese circa il rispetto o meno dei limiti stabiliti dal Regolamento REACH; i casi di allergia derivante da rilascio di nichel sono rari, come, peraltro, testimoniato anche dalle sole 38 segnalazioni presenti nella banca dati RAPEX (peraltro tutte riferite a oggetti di bigiotteria, ovvero realizzati non in metalli preziosi); non risulta che, in fase di validazione della norma, siano stati effettuati test su oggetti preziosi, ma solo su oggetti in metalli comuni (bigiotteria); l’incertezza di misura è stata calcolata testando campioni con superficie semplice (mentre glioggetti da verificare presentano molte volte superfici complesse, con ulteriori difficoltà a calcolare la parte realmente a contatto con la pelle)”.

Preoccupazioni simili sono state espresse a tutti i livelli. A tal proposito, le istanze rappresentate da Confartigianato faranno proseguire il dialogo durante un incontro previsto ad OroArezzo (13-16 aprile). L’auspicio della nomina rapida di un nuovo governo che faccia da interfaccia rispetto alle richieste della categoria è stato espresso anche da Cna Artistico e Tradizionale. “La situazione è già difficile – dichiara il presidente Aurelio Franchi, – e al momento non vediamo nessuna novità all’orizzonte. Certamente l’assenza di un interlocutore politico peggiora le cose, ma di fatto non possiamo far altro che aspettare“.


2 commenti

  1. […] particolare di tutte le sostanze che contengono tossine (il riferimento, nello specifico, è alla tanto avversata norma sui nuovi metodi di calcolo delle soglie di nichel nei prodotti di gioielleria entrata in vigore lo scorso primo aprile anche in Italia) e, infine, la direttiva UE RoHS, nota […]


  2. marco says:

    le associazione fanno quelo che possono, ma lo stallo e la cocciutaggine che han portato al congelamento delle operazioni del parlamento inpediscono appunto l’ottenimento di chiarimenti…


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