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Nichel, le proposte di Federpreziosi per smaltire le giacenze di magazzino

Aperto concretamente il dialogo con l’Europa durante il Congresso CIBJO. Giuseppe Aquilino riconfermato membro del Board of Directors

Possibilità di commercializzare i prodotti giacenti in magazzino alla data 31 marzo 2013, purché conformi alla precedente direttiva EN1811:1998 e invito agli organismi nazionali di normazione a rivedere  i parametri di analisi: queste le principali proposte formulate da Federpreziosi durante il Congresso annuale Cibjo che si è svolto a Tel Aviv dal 7 al 9 maggio.

Una delle sessioni del meeting ha infatti riguardato i metalli preziosi e la questione nichel: l’Assemblea ha deciso per la costituzione di un Comitato – in linea con gli intendimenti di Gaetano Cavalieri che, proprio in occasione di questo Congresso è stato confermato all’unanimità alla presidenza della Confederazione per il prossimo biennio – composto da rappresentanti delle associazioni orafe della Comunità Europea. Un primo incontro con i delegati tedeschi, francesi e inglesi ha favorito la proposta di due risoluzioni in materia di nichel, necessarie per un primo approccio presso gli uffici comunitari al fine di ottenere un intervento normativo valido sull’intero territorio europeo, che, in ogni caso, dovranno essere recepite dai singoli Paesi. Entrambe le proposte sono state accettate in sede di assemblea plenaria alla presenza di tutti i delegati.

Riferendosi al Congresso, il presidente di Federpreziosi Giuseppe Aquilino ha dichiarato: “Un’ esperienza estremamente importante per lo spessore delle discussioni all’ordine del giorno, tra cui le problematiche prettamente europee derivanti da normative comunitarie”. Presenti con lui a Tel Aviv,  il vice presidente Mario Bartucca, il direttore Steven Tranquilli (nella foto d’apertura) e Rodolfo Bartucca, membro della Commissione Informatizzazione e Comunicazione.

“L’aver raggiunto una posizione comune sull’argomento nichel è  il primo passo verso un chiarimento da parte di Bruxelles – ha sottolineato Mario Bartucca –, necessario per trovare soluzioni allo stato di incertezza e di perplessità che stanno vivendo gli operatori del settore italiani e di altri Paesi europei”.

“Nell’ottica di sviluppare un confronto costruttivo con i rappresentanti dei Paesi comunitari già coinvolti – ha annunciato Aquilino – il rappresentante tedesco Thilo Brűckner coordinerà i lavori per predisporre un fascicolo dettagliato da sottoporre, sotto l’egida di CIBJO, sia agli organismi tecnici di Bruxelles in un nostro imminente incontro sia agli organismi politici in occasione di quello auspicato e programmato con il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani”.

Il gruppo di lavoro dovrà inoltre confrontarsi sulle problematiche scaturite dal Dodd-Frank Act (Dodd–Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act) in merito ai minerali (oro, stagno, tungsteno e tantalio) provenienti da zone di guerra e in particolare dalla Repubblica Democratica del Congo e zone limitrofe. Tale normativa, entrata in vigore lo scorso primo gennaio, impone a coloro che intendono vendere sul mercato USA di fornire evidenza circa l’origine dei metalli utilizzati nei loro prodotti, non consentendo così alle società commerciali statunitensi di utilizzare e/o vendere prodotti che contengano oro privo di una documentazione comprovante l’origine. Questa disposizione potrebbe essere ripresa dalla legislazione comunitaria europea, creando non pochi problemi in termini di tracciabilità del prodotto.

I lavori, comunque, non si fermano con la chiusura del Congresso ma continueranno serrati nelle prossime settimane e vedrà Federpreziosi in prima fila, grazie anche alla riconferma del presidente Giuseppe Aquilino come membro del Board of Directors.


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