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Nell’iridescenza delle perle l’espressività del lusso

Una fanciulla ricevette in dono una perla nera, la legò ad un filo d’oro e se ne cinse il collo.
Quel gioiello brillava di una luce stranamente viva, dai riflessi deliziosamente sensuali e l’invidia incominciò a serpeggiare feroce più di una belva. Dalle porte socchiuse le donne spiavano quella bellezza, a loro, ancora sconosciuta.
Il principe, allora, parlò al popolo e disse: “Inginocchiatevi perché sarà lei la vostra regina, non vedete che indossa il dono del cielo?”
Chiunque avrebbe reso l’anima per possederne una, ma un editto regale ne impose il divieto relegando alle sole donne blasonate il privilegio di indossare una gemma di tale valore.

Una leggenda, dalle origini remote, che racconta il pregio delle perle nere, a volte ingiustamente cinte da sciocche credenze di negatività che altro non fanno, invece, che avvalorarne il pregio.

Di questa eccezionalità la ditta Coscia, già presente a Torre del Greco dal 1919 ed oggi anche al Tarì di Marcianise, ne ha fatto il suo emblema. Perle sì, bianche, belle e grandi, in fili graduati o principessa, matinée o collane a più fili e di lunghezze diverse ma più ancora asimmetriche, stravaganti ed irripetibili. L’intraprendenza e la lungimiranza di Giancarlo Coscia, infatti, hanno riconosciuto alla non perfezione qualcosa di speciale, un impagabile pregio. Quasi un elogio dell’imperfezione.

Perle dai colori naturali che spaziano dal grigio al bruno al giallo oro al rosa al purple, e forme che tracciano disegni fantasiosamente irripetibili dalle impalpabili iridescenze. Bellezze seducenti, magnetiche e stravaganti, preziosissimi ornamenti dal rivoluzionario gusto estetico per vivaci e volitive femminilità.
È così, infatti, che la ditta Coscia, oggi come ieri, propone al mercato mondiale un prodotto di altissima qualità ma con lo sguardo verso quel quid che si distacca con gusto e raffinatezza dal classico. Una provocatoria espressività nel mondo del lusso attraverso queste intramontabili icone di eleganza.


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