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Nell’economia aretina l’oro rappresenta il 67% dell’export

Nel 2013 i flussi dell’oreficeria verso l’estero sono cresciuti del 21,5% rispetto al 2012: anche le imprese artigiane orafe registrano un lieve segno positivo

Un’economia con ampie prospettive di crescita, tra comparti da potenziare e strategia di impresa da consolidare, con il comparto orafo che traina export e fatturati: è la fotografia di Arezzo scattata dal Rapporto provinciale 2014 presentato durante la Giornata dell’Economia da Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo e il Segretario Generale Giuseppe Salvini.

È stata poi la volta dell’intervento “La Toscana: una ripresa è possibile” di Stefano Casini Benvenuti, Direttore dell’ Irpet Toscano a cui ha fatto seguito una analisi di Aldo Bonomi, Direttore del Consorzio Aaster. Le ultime stime pubblicate da Prometeia indicano per la provincia di Arezzo una variazione di -1,7% nell’anno 2013, non lontana dal -1,9% del 2012. La contrazione osservata nel territorio aretino è più ampia di quella regionale (-1,4%) e nazionale (-1,5%). Nell’anno 2013 il sistema imprenditoriale aretino ha accusato segnali di sofferenza: per la prima volta dall’inizio della crisi il saldo fra iscrizioni e cancellazioni è risultato di segno negativo. Nell’anno, infatti, si sono perse 100 imprese con un relativo tasso di crescita del -0,3%. Nell’ultimo trimestre, al contrario, si passa da un dato negativo ad una minima crescita dello 0,1%.

A fine 2013 in provincia di Arezzo sono 3.747 le imprese a prevalente presenza giovanile e rappresentano il 9,8% del totale delle aziende iscritte al Registro delle Imprese. L’incidenza è in linea con quella osservata sia a livello regionale (9,9%) che nel Centro Italia (10%) ma un punto percentuale al di sotto di quella nazionale (10,8%).  Più elevato il numero di imprese a prevalente presenza femminile: 9.242, il 24,2% del totale delle aziende iscritte al Registro delle Imprese.

Dal punto di vista settoriale le presenze più significative si hanno nel commercio (2.275 unità, 26% del totale di settore), nell’agricoltura (1.938 imprese, 31% del totale), nel manifatturiero (1.301 imprese, 22,8% del totale) e negli altri servizi (1.051 imprese, 48,1% del totale).

I risultati del comparto manifatturiero sembrano indicare che il momento più critico della crisi sia in qualche modo alle spalle. Nel 2013, infatti, il manifatturiero aretino è tornato a registrate variazioni positive della produzione. Nella determinazione del risultato complessivo assume infatti un ruolo determinante la recente ripresa del settore orafo, che da alcuni trimestri ha evidenziato importanti segnali di recupero.

Complessivamente nel 2013 la produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,7%. Non altrettanto si può dire dell’indicatore del fatturato (-1,2%). Positiva, anche se su livelli inferiori a quelli aretini, la variazione del fatturato estero (+1,8%): la domanda cresce fuori dal paese (+4,6%) ed è è più debole nel mercato interno (+1%). Il saldo commerciale della provincia di Arezzo verso l’estero nell’anno 2013 presenta un attivo di circa 2,95 miliardi di euro (7,069 miliardi di euro di esportazioni e 4,119 miliardi di euro di importazioni). Il risultato è superiore dell’1,7% rispetto a quello del 2012. Occorre comunque specificare che, rispetto al 2012, le esportazioni diminuiscono infatti del 20,5% e le importazioni del 31,3%. Influisce senza dubbio la dinamica dei prezzi dei metalli preziosi, e dell’oro in particolare.

I metalli preziosi e l’oreficeria, infatti, rappresentano insieme quasi il 61% dell’import e quasi il 67% dell’export provinciale e il contro valore dei loro scambi risente in modo sensibile della flessione del prezzo dell’oro verificatasi nel corso del 2013 (-18,1% nelle quotazioni in euro). Il valore dei flussi verso l’estero dei metalli preziosi è diminuito del 47%, sottraendo circa 2,4 miliardi all’export provinciale.

Le esportazioni del secondo aggregato dell’export provinciale, quello dell’oreficeria hanno un andamento contrario rispetto a quelle dei metalli preziosi: nel 2013, infatti, i flussi verso l’estero sono cresciuti del 21,5% rispetto al 2012, nonostante la flessione del prezzo. In due anni il valore delle esportazioni è quasi raddoppiato, superando quest’anno i 2 miliardi di euro ed avvicinandosi sensibilmente ai valori dei metalli preziosi.

Nell’artigianato, meno propenso all’export, si registrano fatturati contratti dell’1,7%, la contrazione meno marcata dell’intera regione. Il risultato regionale relativo all’oreficeria può sicuramente essere utilizzato per interpretare il risultato del settore anche nel territorio aretino: nel 2013 il fatturato delle imprese artigiane orafe ha presentato un minimo segno positivo (+0,3%) che assume però rilevanza se si considera che è l’unico segno più riscontrabile a livello regionale.

L’edizione 2014 della Survey sulle PMI toscane da Unioncamere Toscana e disponibile per la prima volta in concomitanza della Giornata dell’Economia, fornisce indicazioni molto interessanti: realizzata su un campione di oltre 2.000 imprese a livello regionale e su oltre 200 a livello della provincia di Arezzo, l’indagine sembra evidenziare che le aspettative degli imprenditori stiano lentamente migliorando.


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