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Natale Fontana. A Bologna cinque generazioni per una lunga tradizione

Una lunga tradizione racchiusa in un tortellino. D’oro. È nata e si è sviluppata nel cuore di Bologna, tra via Indipendenza e via Rizzoli, la storia della gioielleria Natale Fontana, lunga oltre un secolo e passata attraverso cinque generazioni. Una vicenda fatta di passione, lungimiranza e amore per la propria città, con la quale la famiglia e l’attività sono da sempre legate a doppio filo.

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Mario Sinigaglia in via Indipendenza negli anni Sessanta

Oggi il futuro è nelle mani della pronipote Francesca Sinigaglia, 29 anni, che sta affiancando all’attività tradizionale web ed e-commerce. Per respirare e comprendere questa storia, però, bisogna varcare lo splendido ingresso liberty del negozio di via Rizzoli e quello più piccolo, ma importantissimo, di via Indipendenza 15, dove tutto ebbe inizio.
È infatti il 1909 quando Natale apre l’oreficeria-gioielleria sotto i portici dell’arteria che dalla stazione conduce fino a piazza Maggiore. Il negozio, ancora di proprietà della famiglia, è a pochi passi dal Nettuno e dalle Due Torri, simboli felsinei per eccellenza, che un secolo dopo saranno trasformati in ciondoli.

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Ciondolo Nettuno di Bologna in oro giallo

 

 

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Ciondolo Due Torri di Bologna in oro giallo

Gli affari a Natale Fontana vanno bene, ma dietro l’angolo c’è la Grande Guerra, dalla quale purtroppo non fa ritorno. Tocca quindi al nipote Aldo raccogliere le redini del negozio e guidarlo attraverso il Ventennio e il secondo conflitto mondiale, aiutato dalla sorella Irma e dal marito di lei. Ma lo spirito emiliano non si lascia abbattere e con la ricostruzione arriva il secondo passaggio generazionale: Natalina Gaudenzi, figlia di Irma prende la guida insieme al marito Mario Sinigaglia, figura chiave che imprime un’accelerazione all’attività, sfruttando il boom degli Anni Sessanta e una predisposizione naturale agli affari.
«Mio nonno – racconta Francesca – ebbe un ruolo fondamentale. Era acuto, aveva grande occhio e seppe far evolvere le dinamiche famigliari e professionali. Mentre mia nonna stava in negozio, lui andava in giro e sapeva scegliere il meglio, perché aveva gusto per il bello. Fu lui a individuare per primo il negozio di via Rizzoli, che all’epoca vendeva calze di alta moda, e a capire come sarebbe potuto diventare».
Gli Anni ’70 e ’80 segnano il boom dell’oro massiccio e dell’orologio di massa e durante il secondo decennio arriva in azienda anche il figlio Giorgio Sinigaglia, affiancato dalla moglie Pia Semeghini, architetto, che prenderà come nome d’arte Pia Fontana. Sono loro ad aprire un secondo punto vendita al civico 19, portando nuovi marchi. «I miei genitori furono i primi a vendere a Bologna brand come Damiani e Salvini, ma nel nuovo negozio c’erano anche Sector, che ebbe un grande successo, Gucci, Baume et Mercier. Lei non solo progettò la nuova boutique, ma è anche la prima della famiglia a disegnare gioielli, sia partendo da proprie idee che discutendo con il cliente che vuole creare o modificare un pezzo».

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Interno della gioielleria sotto le logge del Pavaglione

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Pia Fontana

Nel 1994 Mario acquista il locale liberty sotto al portico cinquecentesco da sempre sinonimo di shopping esclusivo e a restaurarlo è ancora una volta Pia: Natale Fontana apre l’attuale sede sotto le Logge del Pavaglione, dove ad accogliere i clienti sono i pavoni che ornano i vetri molati della porta in stile, intarsiati anche all’interno nelle boiserie in legno e ritratti nei dipinti ornamentali di Paolo Sironi.
«L’apertura di questa nuova prestigiosa sede ha comportato la chiusura del secondo negozio, per non disperdere energie. I miei genitori avevano capito, infatti, che via Indipendenza non era più il luogo del lusso. L’avventura è quindi ripartita qui, ancora una volta proponendo in anteprima marchi come Pomellato e Dodo (di cui oggi possiedono il monomarca in via D’Azeglio), accanto a quelli già presenti come Pasquale Bruni, Chantecler e per gli orologi Jaeger-LeCoultre, Baume et Mercier e Iwc. Con la morte del nonno, invece, il primo negozio è stato ristrutturato, sempre da mia madre, diventando “Start” e propone anch’esso oreficeria e orologi, con marchi nuovi e uno staff giovane. Al primo piano abbiamo anche un laboratorio con un tecnico orologiaio giovane e bravissimo».
Qui vengono anche proposti i pezzi bolognesi per definizione: ciondoli in oro e argento che riproducono il Nettuno, le Due Torri e il tortellino, piccolo e piegato ad arte, come appena uscito dalle sapienti mani di una “rezdora”, che sta avendo un grande successo sia in negozio che nello shop online.
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L’iconico Tortellino in oro

Francesca, ultima generazione, nonostante la laurea in storia dell’arte non è sfuggita al richiamo della gioielleria e sta portando l’attività anche nel mondo digitale. «Ho tentennato un po’, poi ho iniziato ad aiutare i miei, ho visto che ero portata e qui c’è sempre qualcosa da fare, anche se continuo con le mie ricerche in campo artistico. Non credo disegnerò mai gioielli però, preferisco curare il web e le sponsorizzazioni, che vanno dallo sport all’arte. È infatti recentissima, tra le altre, la collaborazione con la Cineteca di Bologna per la mostra “Bologna Fotografata – tre secoli di sguardi” della quale accogliamo alcuni scatti che ci riguardano, visto che da tempo siamo anche Bottega storica».

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La famiglia Sinigaglia con lo staff

E il web? «L’e-commerce sta andando bene, è chiaro che si rivolge ad un cliente diverso rispetto a quello del negozio, ma tanti vedono le nostra proposte online e poi vengono ad acquistare di persona. C’è anche un piccolo sconto per chi effettua la transazione sul sito e poi ritira in negozio, in modo da fare entrare le persone e dar modo di vedere la nostra realtà, che magari non conoscevano. Insomma, non toglie nulla al negozio fisico, anzi». E poi c’è l’accoglienza bolognese. «I clienti sono diversi – conclude – la fascia 18-25 anni ha già visto online, entra, compra e non vuole altri suggerimenti. Dopo, invece, si rendono conto che le proposte possono essere filtrate e veicolate anche da altri e cercano una persona di fiducia. Quando la identificano in noi si affidano molto alle ragazze e a mia madre e tornano, a volte anche solo a prendere un caffè».

www.natalefontana.it

 


1 commento

  1. complimenti vivissimi


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