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Mostra “Valenza e l’Arte del Gioiello”: nello showroom Damiani, Vittorio Sgarbi ha presentato le opere selezionate

Damiani_Arte valenzana

Vittorio Sgarbi in scena a Milano per raccontare con puntualità e spirito non privo di polemica scelte e contenuti del percorso dedicato ai gioielli d’artista selezionati per la mostra “Valenza e l’Arte del Gioiello” che si aprirà nella capitale piemontese della gioielleria il 12 Giugno negli spazi di Villa Scalcabarozzi.

La presentazione si è svolta presso lo showroom Damiani di Via Montenapoleone alla presenza della padrona di casa Silvia Grassi, Sergio Cassano, sindaco di Valenza, e Dalila di Lazzaro, in rappresentanza della Fondazione “Pio Alferano e Virginia Ippolito” Santino Carta.

Dalila DiLazzaro e Silvia Damiani
Dalila DiLazzaro e Silvia Damiani

Percorrendo i diversi piani della Villa, partendo dal seminterrrato, si incontrerà una sezione dedicata alla storia dell’oreficeria valenzana, con la ricostruzione di un vero e proprio laboratorio di oreficeria del primo novecento.

L’intero piano nobile sarà dedicato alla storia della Maison Damiani, indiscussa protagonista della tradizione e dell’industria orafa valenzana, con una selezione di prestigiosi oggetti e rare immagini raccolti in occasione della mostra ‘Damiani 90 years of excellence and passion’. Oltre ai masterpiece che hanno segnato la lunga attività di Damiani, troveranno spazio alcune opere pluripremiate e pezzi unici vincitori del Diamonds International Awards, l’oscar della gioielleria che la Maison orafa piemontese si è aggiudicata per ben 18 volte.

Al piano superiore, infine, circa quaranta gioielli realizzati da protagonisti dell’arte figurativa del Novecento, selezionati da Sgarbi con la collaborazione della Fondazione. Giorgio De Chirico, Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, César, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Valerio Adami, Sonia Delaunay, Gaetano Pesce, sono alcuni grandi nomi che hanno prestato la propria capacità artistica al mondo del gioiello, a vario titolo e con risultati profondamente differenti. A questi si accompagnano artisti meno conosciuti ma altrettanto interessanti come Lisa Sotilis, Federico Bonaldi, Carlo Lorenzetti, Gino De Dominicis, Wilfred Lam, Giuseppe Bergomi, Nino Franchina, Pietro Consagra, Afro, Giuseppe Uncini, Luigi Ontani.

Il miglior risultato, se di qualità è lecito parlare, sono stati ottenuti, secondo il critico, da chi ha saputo impegnarsi nella realizzazione di veri e propri gioielli cercando di interpretarne le regole e abbandonando la tentazione di realizzare piccole miniature delle proprie opere: è il caso di Mitoraj ma anche di Paola Crema, del dadaista Oppenheim e di Man Ray i cui gioielli sono stati realizzati dal grande designer orafo Giancarlo Montebello, di Claudio Mariani. Massima democrazia, comunque, nella non facile selezione che ha equamente rappresentato ogni filone.

La mostra resterà aperta fino al 2 Agosto.

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Bermude 1988
BERMUDE 1988

Oscar Mondiale della Gioielleria 1988. L’anello Bermude è composto da 30 diamanti taglio baguette accostati l’un l’atltro lungo due binari luminosi. La fascia in platino e l’altra in oro giallo confluiscono al centro con un sorpendente diamante triangolare da 0.77 carati di purezza assoluta.

BLOODY MARY 1986
BLOODY MARY 1986

Oscar Mondiale della Gioielleria 1986. Maria Tudor ispira questo collier che ricorda le antiche gorgiere elisabettiane. La variazione cromatica dell’oro brunito e dell’oro giallo, i 1121 diamanti taglio brillante e taglio baguette, per un totale di 88 carati, interpretano l’intreccio di tessuti e ricami. Una lavorazione molto impegnativa ha modellato l’oro come onde sulle quali sono incastonate le pietre: il metallo sembra una soffice stoffa. L’esito finale è di stupefacente plasticità, l’aderenza al collo è naturale come se Bloody Mary altro non fosse che l’opera di un sarto estroso. Opera di una raffinatissima tecnica, che ha impegnato i migliori maestri orafi per dodici mesi, coniugando design, arte orafa e eccezionale qualità gemmologica.

FLASH 1992
FLASH 1992

Oscar Mondiale della Gioielleria 1992. Da un “lampo” d’oro giallo, d’oro colorato e platino, quest’ultimo illuminato da diamanti taglio brillante e baguette, nasce un imponente bracciale che unisce a un design avvincente e aggressivo una sorprendente ricchezza di materiali: 88 carati di diamanti, 184 grammi di platino e 188 di oro. Quella che sembra essere solo una magnifica espressione di forza e vitalità in realtà è una difficilissima opera di arte orafa.

ONDA MARINA 1988
ONDA MARINA 1988

Oscar Mondiale della Gioielleria 1988. Spumeggiante di luce, armoniosa nel movimento, è un’onda preziosa il bracciale che si snoda in eleganti volute illuminate da 644 diamanti, tagliati a brillante e a baguettee, per un totale di 46 carati, raggiungendo uno spettacolare effetto d’imponenza e plasticità.

SPAZIALE 1988
SPAZIALE 1988

Oscar Mondiale della Gioielleria 1988. Questo collier si distingue per il contrasto dei materiali e per  l’avveniristica purezza di linee. Le fasce a scomparsa sono in platino satinato e oro giallo, quest’ultimo intessuto di 646 diamanti taglio brillante e 476 fiamanti taglio baguette, per un totale di 128 carati. Innovativa la soluzione adottata per la chiusura, che aprendo in due questo collier rigido e massiccio, permette un indosso confortevole.


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