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MoRA, Museum of Recycled Art: a Roma il riciclo si mette in mostra

Riciclare vs sprecare per ridurre l’impatto ambientale. Un messaggo altamente contagioso

Nuova vita a materiali ed oggetti altrimenti destinati a colmare bidoni di pattume. Una volta erano scartati senza pietà ma oggi riscattano la propria identità guadagnandosi addirittura un posto nelle teche di un museo, il MoRA, primo e unico museo del riciclo creativo dal messaggio altamente educativo.

In quest’epoca di esasperato consumismo i rifiuti dimostrano di poter essere una grande risorsa attraverso opere di eco design realizzate da artisti mossi dalla voglia di “pulire” il pianeta. Evitando inutili sprechi vecchie cose diventano oggetti di arredo, accessori moda e perfino capi di abbigliamento. In un atelier situato in una piccola palazzina a ringhiera, la filosofia del “riuso-riciclo” ha dato vita al MoRA, ideato e fondato dalla giornalista Rai Mariaceleste de Martino, attivista nel campo dell’ambiente che ha recentemente esposto alcune suoi lavori anche all’Eco Fair, il Festival della sostenibilità a Roma.

Apple è nata in un garage. Gesù in una stalla. Forse anche il MoRA può crescere ed espandersi. Lancio un appello alle istituzioni: offritemi uno spazio più ampio dove ospitare più artisti, ce ne sono tanti che creano capolavori con materiale di scarto. La mia linea di accessori ‘Pop Art’ si chiama ‘Da Cosa Nasce Cosa’, quindi magari da piccolo museo diventerà un grande museo” – ha dichiarato la de Martino – Nulla è in vendita al museo: gli oggetti fanno parte del mio guardaroba, della mia vita quotidiana. Espongo solo per mostrare cosa si può fare con qualcosa che sembra inutile o da buttare. Voglio sensibilizzare le persone a riutilizzare quello che ormai si considera immondizia, destinata a morire per sempre. Invece, tutto può continuare a vivere, trasformato per rinascere. Io rianimo e ridò vita alla spazzatura morta. Persino con i tubi di cartone all’interno dei rotoli di carta igienica ho creato una pochette. Da una catena di plastica trovata in una discarica ho fatto una borsa. E ho anche lavorato ai ferri dei cavi di caricabatteria di vecchi telefoni cellulari e ne ho fatto degli orecchini. In mostra anche una collezione privata di oggetti di vari artisti che ho acquistato in giro per il mondo. Serve fantasia nella vita per fare qualsiasi cosa. Bisogna immaginare che qualunque cosa può diventare qualcos’altro. Tutto è possibile”. Ha concluso convinta.

Il MoRA, nel quartiere San Lorenzo di Roma, è curato dall’Associazione Culturale “Atelier Anna Tomasetta – Di che stoffa sei?”

Ph courtesy MoRa: parure realizzata con negativi fotografici
Ph courtesy MoRa: collana composta da lenti di occhiali dismessi
Ph courtesy MoRa: décolleté decorati da elementi Lego
Ph courtesy MoRa: gilet realizzato con cerniere lampo
Ph courtesy MoRa: collana con anelli diei tappi delle bottiglie di plastica

 


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