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Monitor dei distretti, per l’oro Valenza è in testa. Arezzo bene a Hong Kong

I periodici report di Intesa Sanpaolo analizzano l’andamento del quarto trimestre 2014: Vicenza stazionaria. Complice nei cali il ribasso del prezzo dell’oro

Gioiello

Tornano i periodici Monitor dei distretti industriali redatti dall’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo: l’ultima edizione è relativa al quarto trimestre 2014 e a una visione complessiva dell’anno. Dai tre report relativi alle aree geografiche dei principali distretti orafi italiani (Triveneto, Piemonte e Toscana, realizzato per Banca CR Firenze) emerge che Vicenza ha registrato un andamento delle esportazioni sostanzialmente in linea con la media nazionale (-0,1%), mentre Valenza ha registrato una forte crescita (vicina al 28%). In calo l’oreficeria aretina che sconta gli ottimi risultati del 2013; ad ogni modo il segno negativo è compensato dal significativo incremento registrato dalle esportazioni verso Hong Kong (+30%), balzato al secondo posto delle destinazioni di oreficeria di Arezzo.

Valenza_Rapporto 2008

In un quadro generale in cui l’export dei distretti del Piemonte, nel quarto trimestre 2014, è cresciuto del 6% tendenziale, si registra la performance particolarmente positiva dell’oreficeria di Valenza che, insieme ad altri distretti della regione, ha registrato livelli di export superiori al biennio 2007-08. Nel 2014, infatti, ha mostrato un aumento dell’export pari al 27,9%, grazie soprattutto al nuovo balzo delle vendite di prodotti dell’oreficeria verso la Svizzera che è coinciso con il calo dei flussi di metalli di base preziosi diretti sempre in Svizzera. Un sostegno all’evoluzione positiva del distretto è venuto anche dalla crescita delle vendite in Francia, Stati Uniti e Hong Kong, nonché dagli Emirati Arabi Uniti.

Valenza_Variazione

Le esportazioni dei distretti industriali toscani chiudono il 2014 con una crescita del 3,2% (sebbene inferiore rispetto all’ottimo 2013 chiuso a +9,2%), superando, grazie a 390 milioni di euro aggiuntivi, i 12,5 miliardi di euro. Il rallentamento è stato causato soprattutto dall’andamento delle esportazioni di gioielli del distretto di Arezzo (-10,7%, pari a 224 milioni di euro in meno) dopo il boom del 2013 e dalle difficoltà emerse in corso d’anno anche in altri distretti. In particolare, il crollo dell’oreficeria ha riguardato il mercato degli Emirati Arabi Uniti e della Cina, perdite controbilanciate però dal significativo progresso registrato a Hong Kong. Le vendite su quest’ultimo mercato (in crescita dell’1,75% con una buona accelerazione in chiusura d’anno), hanno beneficiato anche delle vendite di gioielli aretini.

Toscana_Export

Guardando nel dettaglio il quarto trimestre del 2014 il distretto dell’oreficeria di Arezzo registra un’evoluzione negativa delle esportazioni (-19,5%), che condiziona l’evoluzione media annua (-10,7%). Il calo risente sia dell’andamento della domanda mondiale, in via di stabilizzazione dopo il crollo del secondo trimestre, sia della sensibile riduzione del prezzo dell’oro (-26% circa nel corso del 2014). “Non è purtroppo possibile misurare con precisione l’effetto sull’export locale della riduzione del prezzo dei preziosi, dato che l’Istat non rende note le informazioni sulle quantità esportate a livello provinciale. A livello nazionale, tuttavia, l’impatto è evidente: le esportazioni di gioielli in metalli preziosi si sono ridotte dello 0,4% in valore ma sono cresciute del 9,6% in quantità, si legge nel report di Intesa Sanpaolo.

Toscana_Export russo

L’oreficeria aretina paga inoltre gli ottimi risultati conseguiti nel 2013, quando con un +21,5% l’export si era portato su livelli record difficilmente ripetibili in particolare negli Emirati Arabi Uniti, che rimangono comunque anche nel 2014 il principale canale di vendita dei gioielli toscani, assorbendo quasi la metà degli invii. Da segnalare, comunque, il significativo incremento registrato dalle esportazioni verso Hong Kong (+30%), balzati al secondo posto delle destinazioni di oreficeria di Arezzo.

Nel 2014 l’export dei distretti triveneti ha registrato un aumento del 4,4%, un ritmo di crescita superiore a quello osservato nel complesso del manifatturiero dell’area e, più in generale, nell’industria italiana, con segnali di accelerazione nei mercati maturi (+5,2% nel 2014). Stazionario il distretto dell’oreficeria di Vicenza il cui export ha risentito sia del brusco crollo delle quotazioni di metalli preziosi, sia soprattutto del processo di normalizzazione del traffico attivato da rottami destinati alla fusione e diretti in Svizzera. Se si esclude la Svizzera, l’export di Vicenza di oreficeria nel 2014 ha registrato un aumento dell’8,9%, grazie al balzo dei flussi diretti verso Hong Kong (aumentati anche al netto dello spostamento delle vendite dal mercato della Cina continentale) e, in misura minore, verso gli Stati Uniti.

Vicenza_Export

Dal punto di vista geografico, bene per l’oreficeria gli Emirati Arabi Uniti e Hong Kong, ma anche il Sudafrica. Il calo sul mercato cinese è, invece, interamente spiegato dalla riorganizzazione dei flussi di export dell’oreficeria vicentina dal mercato cinese verso Hong Kong; al netto di questa voce, le esportazioni dirette verso la Cina avrebbero registrato un aumento sostenuto. Ottime performance anche negli Stati Uniti.

 


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