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Monitor dei distretti, cauto ottimismo per l’oreficeria italiana. Boom dell’export aretino

La periodica indagine del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo registra performance altalenanti: Vicenza a +11,6%

Altalenante l’andamento dei distretti orafi italiani: secondo quanto emerso dal Monitor dei distretti curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, buona la performance dell’oreficeria di Vicenza – uno dei pochi in territorio positivo nel Triveneto, in lievissimo calo quello di Valenza (la cui decrescita è comunque rallentata tra il primo e il secondo trimestre 2012) e la eccezionale crescita del distretto di Arezzo grazie alla ripartenza su ritmi elevatissimi delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti.

L’ormai consueto appuntamento con i Monitor dei distretti presenta dunque un quadro eterogeneo, ma che fa propendere per un cauto ottimismo: i distretti analizzati da Intesa Sanpaolo costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dall’Istat, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi.

In un Triveneto a due velocità, dove molti distretti sono in difficoltà, l’oreficeria concentrata nella provincia di Vicenza va forte sul fronte del commercio estero (in valore, il secondo trimestre 2012 ha registrato 358,5 milioni di euro, +11,9 % rispetto al primo trimestre che già figurava in positivo). I dati sui mercati di sbocco segnalano un calo nei paesi europei colpiti dalle manovre di austerity come Grecia e Spagna, ma una sostanziale crescita negli Stati Uniti e in Giappone. Tra i Bric, forte l’export verso la Cina. L’oreficeria di Vicenza, spinta anche dalla salita dei prezzi dell’oro, ha conseguito buoni risultati in Svizzera – spesso polo logistico di snodo verso altre destinazioni commerciali – e, come accennato, nei mercati emergenti (Emirati Arabi Uniti e Cina, dato, quest’ultimo, che sembra assecondare la transizione dell’economia cinese verso un modello di sviluppo più incentrato sui consumi).

L’oreficeria di Arezzo passa dai risultati negativi incamerati nel 2011 e nel primo trimestre del 2012 ad un balzo in avanti del 33,7%, pari a ben 120,4 milioni di euro, quasi tutti imputabili alla ripartenza su ritmi elevatissimi delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti. Il dato è così importante da trainare l’intero valore dell’export della regione ed è il primo, in questo comparto, con il segno positivo dopo un biennio difficile. Nel II trimestre 2012 il commercio estero dell’oreficeria è arrivato a 477,5 milioni di euro a fronte dei 357,1 dello stesso periodo dell’anno precedente.

“Il dato è sicuramente frutto di tanti fattori – spiega Raul Barbieri, direttore di Arezzo Fiere e Congressi, che oggi dà il via a Incontri d’Autunno, la settima edizione dei workshop tra aziende e top buyer selezionati nei mercati tradizionali ed emergenti secondo appuntamenti prefissati – ma anche Oroarezzo ha registrato una maggiore presenza di operatori stranieri, segno del loro interesse per il prodotto del distretto. Non è un caso che le nostre attività e i nostri investimenti, lungo tutto il corso dell’anno e non soltanto in occasione delle fiere, siano tutti incentrati sull‘incoming di operatori stranieri: oltre a Incontri d’Autunno, anche Last Minute (in programma il 4 e il 5 novembre, ndr) e i tanti incontri organizzati nel nostro centro ma anche in strutture estere di forte richiamo”.

tabella monitor dei distretti (Toscana)

Valenza vive un lieve calo con una riduzione seppur ridotta delle vendite estere (-1,6 per cento), a causa del fisiologico rallentamento sperimentato sul mercato svizzero dopo il balzo del biennio 2010-11. I gioielli valenzani recuperano terreno, però, come altri distretti della regione, negli Stati Uniti.


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