di


Monitor dei Distretti, Arezzo torna a esportare. Ancora in negativo Vicenza e Valenza

La periodica analisi di Intesa Sanpaolo sul terzo trimestre del 2016 evidenzia un miglioramento per l’export toscano dell’oro; per tutti, gli Usa  il mercato più promettente

artigianato-imprese-orafe

Torna positiva la variazione tendenziale trimestrale delle esportazioni del distretto orafo di Arezzo (+5,8% nel terzo trimestre), che ha  compensato la diminuzione dei traffici verso gli Emirati Arabi Uniti, a differenza delle realtà di Valenza (-4,6%, diminuite le esportazioni verso Svizzera e Regno Unito) e Vicenza (-2,1%, a causa della diminuzione delle vendite a Hong Kong, in Francia e negli Emirati Arabi Uniti): è la fotografia del terzo trimestre 2016 (dati al 30 settembre) scattata dai consueti Monitor dei distretti realizzati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che conferma, per il distretto toscano del gioiello, il miglior andamento già registrato nei primi due trimestri del 2016.

monitor_intesa-sanpaolo_variazione-tre-distretti-min

Il contesto internazionale nel quale operano le imprese orafe è caratterizzato dal calo della domanda: secondo le analisi del World Gold Council riportate dai Monitor, nei primi nove mesi del 2016 la domanda mondiale di gioielli in oro in quantità si è ridotta a ritmi superiori al 20%. Sullo stallo del settore incidono anche altri fattori specifici come il cambiamento della regolamentazione in India, la stretta sui consumi di lusso in Cina e le tensioni in Medio Oriente.

monitor_intesa-sanpaolo_evoluzione-tre-distretti-min

In Toscana, le esportazioni dei 17 distretti analizzati dal report di Intesa Sanpaolo hanno subito un calo rispetto all’anno precedente del -2,6% con una spaccatura tra le realtà monitorate che fa emergere una ripartizione secondo cui circa la metà dei distretti presenta variazioni positive e la restante componente con risultati in calo rispetto all’anno precedente. Tra le prime, il distretto orafo di Arezzo, seconda realtà distrettuale toscana, che nel terzo trimestre segna una variazione positiva (+5,8%).

monitor_intesa-sanpaolo_arezzo-export-min

Grazie a una variazione rispetto al terzo trimestre 2015 di 23 milioni, il distretto si posiziona nei primi 10 nazionali in termini di variazione assoluta nel terzo trimestre e limita le perdite del 2016 al 2,5%. La riduzione delle esportazioni del distretto orafo di Arezzo nei primi nove mesi del 2016 è legata all’arretramento degli scambi con gli Emirati Arabi Uniti, paese di “ingresso” per il resto del Medio Oriente, e l’India, che ha registrato un calo di circa 100 milioni (-18,0%). A sostenere il valore delle esportazioni le vendite verso gli Stati Uniti (+31,4%), che appaiono tra i mercati più promettenti per le imprese orafe, Hong Kong (13,7%) e il Regno Unito (+47,8%), che conferma il dato già positivo del 2015 e che presenta un andamento positivo solo per il distretto aretino.

monitor_intesa-sanpaolo_arezzo-min

Nel terzo trimestre 2016, se l’export dei distretti del Piemonte è tornato in territorio positivo, non altrettanto bene è andata la performance dell’Oreficeria di Valenza (-4,6%, che corrisponde ad una diminuzione in valore assoluto di 20 milioni di euro) a causa della diminuzione delle esportazioni verso Svizzera e Regno Unito. Hanno comunque mantenuto un profilo di crescita le esportazioni verso gli Stati Uniti (+0,2%), mentre hanno ricominciato a crescere le vendite verso la Francia.

monitor_intesa-sanpaolo_vvalenza-min

Ancora in terreno negativo l’Oreficeria di Vicenza, a causa del persistere del calo della domanda dei mercati del Medio Oriente, mentre da Stati Uniti e Federazione Russa arrivano segnali positivi di ripartenza. Con una diminuzione di 108 milioni di euro, il distretto veneto del gioiello ha perso nei primi 9 mesi del 2016 il 10% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2015: i cali maggiori sono stati accusati verso Svizzera, Hong Kong ed Emirati Arabi.

monitor_intesa-sanpaolo_vicenza-min

L’andamento del distretto orafo vicentino risente del calo della domanda internazionale stimata dal World Gold Council con particolare diminuzione della richiesta da India e Cina (e dagli Emirati Arabi che sono il paese d’entrata del Medio Oriente), dovuta alla crescita del prezzo dell’oro e alla minore propensione all’acquisto di gioielli. Segnali di recupero anche dal mercato russo, che ha visto finalmente le prime indicazioni positive nella prima parte del 2016.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *