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Moda, la pelletteria è in cima. Un terzo dei brand italiani sotto controllo estero

R&S Mediobanca presenta l’indagine sui principali Gruppi Moda dal 2011 ai primi nove mesi 2016: nel 2015 giro d’affari cresciuto del 12%

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La pelletteria avanza sulla moda, seguita a sua volta da gioielleria e orologeria. È solido, più di quello francese, il comparto del fashion in Italia, secondo quando evidenziato dalla analisi di R&S Mediobanca sui principali Gruppi Moda dal 2011 ai primi nove mesi 2016. L’indagine considera le 140 maggiori aziende della moda con sede in Italia e con almeno 100 milioni di euro di fatturato nel 2015 (Aziende Moda Italia), offrendo un focus sui 15 maggiori gruppi, le firme del Top15Moda.

Dei gruppi considerati, 91 sono sotto a controllo italiano, 49 a controllo estero, delle quali ben 18 detenute da francesi (a parte altre nazionalità, come quella svizzera per Yoox-Net-Porter) Anche tra le Top15 italiane, ossia Armani, Benetton, Calzedonia, D&G, Lir (Geox), Luxottica, Max Mara, Moncler, OTB, Prada, Safilo, Ferragamo, Tod’s, Valentino e Zegna, due sono a controllo straniero, ovvero Valentino (Qatar) e Safilo (Olanda).

Nel 2015 il giro d’affari mondiale dei beni di lusso per la persona è cresciuto del +12%, con ritorno alla doppia cifra, attestandosi a 251 miliardi di euro. Le performance delle aziende italiane della moda risultano migliori rispetto alla grande manifattura: sono più solide patrimonialmente e più “liquide” – con un “tesoretto” in cassa di 5,5 miliardi di euro – ma meno redditizie delle concorrenti francesi. Abbigliamento (26,9%), pelletteria (33,4%) e occhialeria (36,1%) riportano la maggiore solidità finanziaria.

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Il comparto della pelletteria si conferma il segmento maggiore in valore assoluto nel mercato dei beni di lusso per la persona (73 miliardi., fra cui 43 le borse e 16 le calzature) e quello più dinamico (+15%), seguito dall’abbigliamento (60 miliardi, +13%), dalla gioielleria e orologeria (58 miliardi, +10%) e dalla cosmesi-profumeria (50 miliardi, +13%). Dal punto di vista geografico le Americhe, favorite dall’apprezzamento del dollaro sull’euro (“super dollar”), hanno rappresentato nel 2015 il mercato più dinamico (+18% sul 2014, stabile a cambi costanti) e sono diventate il maggiore mercato mondiale in valore assoluto con circa 85 miliardi, superando l’Europa, al secondo posto con 83 miliardi di euro (+9% sul 2014, +6% a cambi costanti).Il mercato Giapponese si è attestato a 20 mld. (+13%, +9% a cambi costanti), tallonato da quello cinese pari a 18 mld. (+17% ma -2% a cambi costanti), mentre il resto dell’Asia ha un giro d’affari complessivo di circa 33 mld. (+9% ma -8% a cambi costanti).

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In Europa la minore dinamicità dei consumi da parte dei residenti è stata controbilanciata dalla continua espansione dello shopping turistico pari al 60% circa del totale. Il tax-free shopping europeo (che nei primi nove mesi del 2016 ha registrato però un -12%) è trainato dalla clientela cinese, saldamente al primo posto con il 36% (+64% rispetto al 2014), a compensare il calo della spesa dei russi (-37%), in seconda posizione con il 9%,3 seguiti dagli americani (con il 5%) che segnano un +67% degli acquisti rispetto al 2014.

Anche in Italia – dove il calo dei primi nove mesi del 2016 è stato pari all’11% – i top spender sono i cinesi con il 33%  (+56% rispetto al 2014) davanti ai russi con il 12% (-41%) e agli americani con l’8% (+56%). Milano si conferma la meta preferita del tax-free shopping (34% del totale delle vendite in Italia a stranieri extra UE), seguita da Roma (18%), Firenze e Venezia.

Per quanto riguarda le vendite online, secondo l’analisi di Mediobanca nel 2015 valgono circa 17 miliardi di euro: è questo il canale di vendita con le più elevate attese di crescita sul dato complessivo dell’anno: +26% (7% circa è il valore complessivo delle vendite on-line nel mercato del lusso). Negli outlet si assestano intorno ai 26 miliardi e con previsioni di crescita del 23% nel 2016. In aeroporto invece le vendite mondiali raggiungono quota 14 miliardi di euro.

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Complessivamente, il fatturato delle 140 aziende Moda Italia del rapporto si è attestato nel 2015 a 62,6 miliardi, con una crescita del +9,4% sul 2014 (+28,4% sul 2011), mentre l’incremento del fatturato della grande manifattura italiana si è fermato a +4,8%. Tra le Top15Moda, che nel 2015 hanno generato un giro d’affari per 30,3 miliardi di euro (+8,9% sul 2014 e +30,1% sul 2011), l’incremento più sostenuto è stato quello di Valentino (+102%), seguito da Moncler (+71,5%), Calzedonia (+55,8%) e Armani (+46,9%). In frenata i ricavi della sola Benetton (-25,8%). Il fatturato nel 2015 di Luxottica, di gran lunga la maggiore fra i Gruppi del Top15Moda, si è attestato a 8.837 milioni, davanti a Prada (3.548 milioni), Armani (2.650 milioni) e Calzedonia (2.018 milioni); le altre aziende restano sotto i 2 miliardi.


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