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Moda in vendita entro sei mesi dalle sfilate, New York dice sì

Secondo lo studio commissionato dal Council of Fashion Designers of America il settore è favorevole al cambiamento, ma non a aprire le sfilate al pubblico

New York Fashion week

Sì al cambiamento, sì alle collezioni in vendita entro sei mesi dalle sfilate; no al pubblico di massa. Queste in sintesi le opinioni del comparto della moda newyorchese emerse dalla ricerca commissionata dal Council of Fashion Designers of America a Boston Consulting Group. Il consiglio non si schiera, limitandosi a sottolineare che per i professionisti intervistati è che “il momento è favorevole per cambiare”.

L’intervallo tra sfilata e vendita dovrebbe essere ridotto, secondo gli intervistati, a un massimo di sei mesi, ipotizzando anche di portare in passerella una selezione di capi già pronti per la vendita, come hanno già fatto molti dei protagonisti della Settimana della Moda di New York, conclusasi a metà febbraio. “Negli ultimi anni, l’evoluzione della tecnologia, i comportamenti e le esigenze dei consumatori, il tempo e le stagioni hanno sfidato il ruolo e l’impatto dell’attuale Sistema Moda – si legge nella nota del Council statunitense -. Come  rappresentante i designer americani e organizzatore del programma ufficiale settimana della moda di New York, è nostra responsabilità valutare lo scopo della New York Fashion Week”.

Secondo lo studio, questa soluzione potrebbe consentire al fast fashion di seguire meglio la scia delle tendenze presentate. Ad ogni modo, gli intervistati non si dichiarano favorevoli ad aprire le sfilate al pubblico di massa e ritengono che una parte dei capi può anche non essere resa disponibile per la vendita. Se New York si apre al cambiamento, meno favorevoli sono le istituzioni europee della moda – come la Fédération Française de la Couture e la Camera Nazionale della Moda Italiana.


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